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"Ius variandi" e attribuzione di mansioni superiori: non sempre scatta il diritto di permanenza nel nuovo livello

di Francesco Geria - LaborTre Studio Associato | 24 Settembre 2026
"Ius variandi" e attribuzione di mansioni superiori: non sempre scatta il diritto di permanenza nel nuovo livello

Con la Sentenza n. 23718/2026 , la Corte di Cassazione chiarisce tre importanti principi in materia di mansioni superiori. In particolare, richiamando quanto previsto dall'art. 2103, comma 7, del codice civile, viene confermato che l'assegnazione del lavoratore a mansioni superiori in sostituzione di un collega assente con diritto alla conservazione del posto comporta il riconoscimento della relativa retribuzione, ma non determina necessariamente anche il diritto al mantenimento del nuovo inquadramento.

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Sintesi elaborata da MySolution IA:
La Corte di Cassazione, con sentenza n. 23718/2026, chiarisce che l'assegnazione a mansioni superiori comporta il riconoscimento della retribuzione ma non necessariamente il diritto al nuovo inquadramento.