
Con risposta alla interrogazione parlamentare del 2 luglio 2026, n. 4/03092, l’Agenzia delle Entrate torna nuovamente ad occuparsi della non concorrenza al reddito dei servizi di baby-sitting offerti ai lavoratori dipendenti attraverso i piani di welfare aziendali. L’art. 51, comma 2, lett f-bis del Tuir stabilisce la non concorrenza al reddito di tutti quei servizi di educazione ed istruzione offerti ai familiari dei lavoratori. I servizi di baby-sitting, dopo vicende alterne, vengono ora nuovamente considerati non imponibili anche se offerti al di fuori di piani formativi scolastici.
I chiarimenti di Francesco Geria in questo nuovo Podcast.

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