• martedì 30 giugno 2026
  • Aggiornato alle 06:00
Accessi e ispezioni senza il “padrone di casa”: la delega orale e l’insidia della ratifica tacita

Il tema degli accessi, ispezioni e verifiche nei locali aziendali rappresenta da sempre uno dei terreni di scontro più accesi tra i poteri istruttori dell’Amministrazione finanziaria e i diritti costituzionali (e convenzionali) del contribuente. L’inviolabilità del domicilio, declinata in ambito aziendale, si scontra fisiologicamente con le esigenze di controllo fiscale, trovando la sua sintesi normativa nell’art. 52 del D.P.R. n. 633/1972 (richiamato ai fini delle imposte dirette dall’art. 33 del D.P.R. n. 600/1973).

Commento di Matteo Rizzardi | 30 Giugno 2026
Approfondimenti
Nuoto e acquagym: niente esenzione IVA prima del 17 agosto 2023

Con l’ordinanza n. 20063 del 16 giugno 2026 la Corte di Cassazione interviene nuovamente sul delicato tema dell’esenzione IVA applicabile alle attività sportive dilettantistiche, affrontando il caso di una società sportiva che aveva qualificato come esenti i corrispettivi relativi a corsi di nuoto, acquagym, hydrobike e altre attività motorie in acqua. La Suprema Corte, richiamando la giurisprudenza della Corte di Giustizia UE e il principio di primazia del diritto unionale, esclude l’applicazione dell’esenzione prevista dall’art. 10, comma 1, n. 20), del D.P.R. n. 633/1972 per tali prestazioni e, soprattutto, ritiene inapplicabile anche la norma interpretativa introdotta dall’art. 36-bis del D.L. n. 75/2023 con riferimento alle annualità antecedenti. La pronuncia assume particolare rilievo per il mondo degli enti sportivi dilettantistici, poiché riapre il dibattito sulla legittimità delle agevolazioni retroattive in materia di IVA.

Commento di Stefano Setti | 30 Giugno 2026
Crediti Superbonus: no alla compensazione con cartelle Cassa Forense

I crediti d’imposta, derivanti da bonus edilizi per i quali il beneficiario della detrazione aveva optato per la fruizione mediante sconto sul corrispettivo o cessione del credito ex art. 121 del D.L. n. 34/2020, possono essere utilizzati in compensazione, anche in presenza di ruoli superiori a 1.500 euro, di altri debiti erariali o previdenziali. Diversamente, tuttavia, i medesimi crediti d’imposta non possono essere utilizzati per pagare i ruoli stessi (nel caso di specie cartelle della Cassa Forense). Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la recente Risposta ad interpello n. 110 del 27 maggio 2026

Commento di Marco Bomben | 30 Giugno 2026
I dati delle e-fatture comunicati all’Agenzia della riscossione

Con il provv. 22 maggio 2026 (attuativo dell’art. 1, comma 5-bis, lett. b-ter), del D.Lgs. n. 127/2015 introdotto dalla legge n. 199/2025) sono state definite le modalità con cui l’Agenzia delle entrate mette a disposizione dell’Agente della riscossione:
- i dati relativi alla somma dei corrispettivi delle fatture elettroniche emesse dai debitori iscritti a ruolo e dai loro coobbligati nei confronti di uno stesso soggetto,
. per le attività di analisi finalizzate all’avvio di procedure esecutive presso terzi pignorabili.

Scheda pratica di Devis Nucibella | 30 Giugno 2026
ViDA, la vera rivoluzione è la semplificazione: il mercato unico IVA finalmente più vicino alle imprese

L’avvio della consultazione pubblica sullo Schema di decreto legislativo di recepimento della Direttiva UE n. 2025/516 segna una tappa fondamentale nell’attuazione italiana del pacchetto “VAT in the Digital Age” (ViDA). Le disposizioni, destinate ad entrare in vigore dal 1° gennaio 2027, modificano profondamente il D.P.R. n. 633/1972 e il D.L. n. 331/1993, intervenendo sui regimi OSS e IOSS, sulla Single VAT Registration e sulle vendite transfrontaliere. Dietro l’apparente complessità delle nuove regole si nasconde però una filosofia completamente diversa rispetto al passato: non aumentare gli adempimenti, bensì ridurre drasticamente gli obblighi di identificazione IVA nei diversi Stati membri e consentire alle imprese europee di operare nel mercato unico con procedure più semplici, uniformi e digitalizzate.

L'Opinione di Stefano Setti | 30 Giugno 2026
Le circolari ADE non sono fonte del diritto

Il valore giuridico delle circolari dell’Agenzia delle Entrate è prossimo allo zero. Non sono fonti del diritto e non possono, pertanto, derogare al dettato legislativo né integrarlo con limitazioni non previste. Parola della Corte di Cassazione che con l’ordinanza n. 14675/2026 del 18 maggio 2026 ha stabilito che: “.. le circolari con le quali l’Agenzia delle Entrate interpreti una norma tributaria, anche qualora contengano direttive agli Uffici gerarchicamente subordinati, esprimono esclusivamente un parere non vincolante, oltre che per gli Uffici a cui sono dirette, per il contribuente, per la stessa Autorità che le ha emanate e per il giudice, non costituendo fonte di diritto, con conseguente inidoneità ad incidere sul rapporto tributario”.

L'Opinione di Andrea Bongi | 29 Giugno 2026
SCHEDE PRATICHE
Bonus ristrutturazione: verifica documentazione per la dichiarazione dei redditi 2026

Anche rispetto alla stagione dichiarativa 2026, periodo d’imposta 2025, assume particolare rilievo la verifica della documentazione che legittima l’inserimento delle spese di ristrutturazione in dichiarazione dei redditi, 730 e modello Redditi, anche nell’ambito della dichiarazione precompilata. Gli uffici possono chiedere al contribuente una serie di documenti i quali sono ben individuati nel dettaglio dal D.M. MEF n. 41/1998 e dal provvedimento Agenzia delle entrate n. 149646 del 2 novembre 2011. La verifica dei requisiti documentali richiesti dal legislatore in alcuni casi potrebbe portare alla decadenza dell’agevolazione.

Scheda pratica di Andrea Amantea | 29 Giugno 2026
Interessi passivi: i codici da indicare in dichiarazione

L'art. 16-ter TUIR (così come modificato dalla Legge di bilancio 2025) dispone che, a decorrere dal 2025 per i contribuenti con un reddito complessivo superiore a € 75.000, gli oneri e le spese risultano detraibili entro un ammontare massimo, calcolato sulla base di un coefficiente familiare.
Per alcune spese, tra le quali:
- interessi passivi relativi a mutui per l’acquisto o costruzione o ristrutturazione dell’abitazione principale,
prestiti e mutui agrari,
l’inclusione ovvero l’esclusione dal computo degli oneri per i quali opera il “riordino” delle detrazioni dipende dalla data di stipula del mutuo o prestito, fino al 2024 ovvero dal 2025.
Questo comporta una particolare modalità di compilazione della dichiarazione dei redditi.

Scheda pratica di Devis Nucibella | 25 Giugno 2026
Consulenza aziendale
Vedi tutte le schede pratiche
Rating bancario e merito creditizio

Rating di legalità 2026

Rating di legalità 2026

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (n. 33 del 10 febbraio 2026) il nuovo Regolamento attuativo in materia di rating di legalità (delibera AGCM, 27 gennaio 2026, n. 31812), in vigore dal 16 marzo 2026. Il rating di legalità è stato istituito dall’art. 5-ter del D.L. n. 1/2012 con l’obiettivo di misurare il rischio connesso ad un‘attività economica e alla capacità dell’impresa di assolvere alle proprie obbligazioni, dimostrando la propria affidabilità nel mercato di riferimento.
In seguito l’istituto è stato modificato più volte:
- nel 2014 al fine di tener conto di profili di tutela del consumatore, richiedendo che, in sede di rilascio del rating, l’impresa dimostrasse l’assenza di condanne Antitrust per pratiche commerciali scorrette (Deliberazione AGCM 5 giugno 2014, n. 24953 a seguito ordinanza del Consiglio di Stato del 31 luglio 2013, n. 2947);
- nel 2020 con l’introduzione di nuove cause ostative e l’allargamento dei soggetti ammissibili (delibera n. 28361 del 28 luglio 2020 dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 19 ottobre 2020);
- dal 16 marzo 2026: con l’estensione della durata da due a tre anni, la previsione di un punteggio aggiuntivo per le imprese che hanno già ottenuto il rinnovo del rating per almeno tre volte consecutive ed il rilascio dell’attestato di attribuzione in inglese.
Di seguito ci soffermiamo sulle modalità aggiornate per ottenere il riconoscimento, nonché sui vantaggi concreti derivanti dall’ottenimento del rating in materia di accesso al credito e nei rapporti con la PA anche al fine della concessione di contributi e agevolazioni.

Scheda pratica di Marco Bomben | 31 Marzo 2026
Polizze catastrofali per le imprese: adempimenti e scadenze

È previsto l’obbligo, in capo alle imprese con sede legale in Italia e le imprese aventi sede legale all’estero con una stabile organizzazione in Italia, tenute all’iscrizione nel Registro delle imprese, di stipulare contratti assicurativi a copertura dei danni a terreni e fabbricati, impianti e macchinari, nonché attrezzature industriali e commerciali causati da eventi direttamente cagionati da calamità naturali ed eventi catastrofali verificatisi sul territorio nazionale quali i sismi, le alluvioni, le frane, le inondazioni e le esondazioni.

Scheda pratica di Saverio Cinieri | 16 Gennaio 2026
AIMIA

MySolution Intelligenza Artificiale

Il nuovo reato sull’IA non riguarda solo i giuristi: riguarda anche voi

Lo schema di decreto legislativo approvato in via preliminare il 10 giugno 2026 introduce nuove responsabilità penali, civili e organizzative legate all'utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio, in attuazione dell'AI Act europeo. La disciplina non riguarda soltanto i produttori di software, ma anche le imprese che utilizzano professionalmente tali sistemi, imponendo adeguate misure tecniche, controlli documentati e una reale supervisione umana. Il provvedimento prevede inoltre l'inserimento della nuova fattispecie tra i reati presupposto del D.Lgs. 231/2001, con impatti sui modelli organizzativi aziendali e sulle coperture assicurative. Per imprese e professionisti diventa quindi essenziale mappare gli strumenti di IA utilizzati, definire responsabilità di controllo e predisporre adeguati presidi di compliance.

News e Commenti di Federico Loffredo | 24 Giugno 2026
Tra programmazione manuale e vibe coding: verso nuovi “equilibri” nello sviluppo software

L’articolo esamina l’impatto dell’intelligenza artificiale sullo sviluppo software, confrontando programmazione tradizionale, vibe coding e approccio misto. La tesi centrale è che il modello più efficace non sia la sostituzione del programmatore con l’AI, ma una collaborazione in cui l’AI accelera la scrittura del codice mentre l’uomo mantiene controllo, comprensione e capacità di validazione. Questo equilibrio consente di coniugare rapidità, qualità e sostenibilità dei progetti software.

News e Commenti di Lucio Zanarotto | 16 Giugno 2026

I prossimi Corsi

30
Giu
Videoconferenza (Inclusa nell'Abbonamento)
martedì 15:00-17:00
07
Lug
Webinar Come fare (Incluso nell'Abbonamento)
martedì 15:00-16:30
09
Lug
Mini Master Revisione Legale Ed. 1/2026
giovedì 9:30-12:30
16
Lug
Master MySolution Lavoro 2025/2026
giovedì 15:00-18:00
16
Lug
Webinar Come fare (Incluso nell'Abbonamento)
giovedì 10:00-11:30
Le novità dal 22 al 28 giugno 2026
Videopillola

Le novità dal 22 al 28 giugno 2026

di Marco Baldin | 29 Giugno 2026
Le novità dal 15 al 21 giugno 2026
Videopillola

Le novità dal 15 al 21 giugno 2026

di Marco Bomben | 22 Giugno 2026
Le novità dall'8 al 14 giugno 2026
Videopillola

Le novità dall'8 al 14 giugno 2026

di Stefano Rossetti | 15 Giugno 2026
Da non perdere
Pensioni estere: tassazione nello Stato di residenza o nello Stato della fonte

Lo scorso 29 maggio l’Agenzia ha diramato un trittico di Risposte ad interpello aventi ad oggetto la tassazione delle pensioni in ambito internazionale. Gli interventi dell’Ufficio appaiono coerenti con precedenti prese di posizione. L’occasione è utile per distinguere ancora una volta le pensioni percepite in relazione ad una cessata attività di lavoro dipendente che si distinguono tra private (art. 18 Convenzione) e pubbliche (art. 19 Convenzione) e quelle connesse ad una cessata attività di lavoro autonomo che vengono invece annoverate tra i redditi diversi.

Commento di Ennio Vial, Adriana Barea | 29 Giugno 2026
Responsabilità del commercialista: verifiche più rigorose secondo la Cassazione

Con l’ordinanza n. 21061 del 21 giugno 2026 la Corte di Cassazione interviene nuovamente sul tema della responsabilità professionale del commercialista, affermando un principio destinato ad incidere profondamente sull’attività dei consulenti fiscali. Secondo i giudici di legittimità, il professionista incaricato della predisposizione delle dichiarazioni non può limitarsi a recepire passivamente la documentazione trasmessa dal cliente, ma è tenuto a svolgere un’attività di controllo e di verifica della correttezza fiscale delle operazioni rappresentate. La diligenza qualificata prevista dall’art. 1176, comma 2, c.c. impone, infatti, una vera e propria attività di supervisione finalizzata a prevenire errori che possano determinare l’insorgere di responsabilità tributarie. La decisione assume particolare rilievo anche perché esclude che la preparazione professionale del cliente possa attenuare gli obblighi di controllo gravanti sul consulente.

Commento di Stefano Setti | 26 Giugno 2026
L’Approfondimento: Audit Entratel, come devono agire gli intermediari di fronte alle richieste informative e documentali

Dopo il recente controllo posto a carico di un professionista da parte dell’Ufficio Audit della Direzione Regionale delle Entrate della Toscana (si veda l’opinione del 18 giugno 2026, “Audit Entratel: il caso toscano che fa discutere i professionisti”), sulle modalità di svolgimento delle attività, quale intermediario Entratel, molti abilitati si sono posti il problema di come affrontare l’attività di controllo, soprattutto in merito alla documentazione e alle informazioni da fornire all’Ufficio preposto. Senza evidenziare che siamo attualmente in un mondo digitale e che molte informazioni sono già in possesso della stessa Amministrazione, in questa fase è anche necessario ricordare che il principio cardine, posto a tutela dei contribuenti è sancito, tra le altre disposizioni, anche dal comma 4 dell’art. 6 dello Statuto del Contribuente (Legge n. 212/2000) il quale dispone, “in modo perentorio”, che l’Amministrazione finanziaria non può “mai” richiedere documenti ed informazioni già in possesso della stessa Amministrazione o di altre Pubbliche amministrazioni, di fatto contenendo sempre la propria richiesta e la messa a disposizione dei documenti necessari all’esecuzione del legittimo controllo.

Circolare monografica di Fabrizio G. Poggiani | 25 Giugno 2026