• mercoledì 01 luglio 2026
  • Aggiornato alle 06:00
Imposte anticipate IRAP e aliquote regionali: tra prudenza contabile e rappresentazione veritiera

Spesso la contabilizzazione delle imposte anticipate IRAP in presenza di differenze temporanee rilevanti (es. ammortamento civilistico-fiscale di beni di valore elevato) e di aliquote regionali differenziate solleva problemi applicativi. Si mette a fuoco il problema operativo derivante dal riparto del valore della produzione tra regioni sulla base del costo del lavoro e dalla variabilità annuale del “mix” regionale, che renderebbe teoricamente più accurato il calcolo puntuale delle imposte anticipate, ma al prezzo di continue micro‑rettifiche. L’utilizzo prudenziale dell’aliquota ordinaria del 3,9% può in questi casi risultare tecnicamente difendibile, soprattutto quando l’impatto delle maggiorazioni regionali (es. 4,08% Veneto) è quantitativamente modesto, purché la scelta metodologica sia coerente nel tempo e adeguatamente illustrata in Nota integrativa.

Commento di Carla De Luca | 1 Luglio 2026
Approfondimenti
Autotutela parziale e proroghe Covid: al vaglio della Cassazione Fisco e giudici di merito

Nel composito e insidioso scacchiere del contenzioso tributario, l’istituto dell’autotutela gioca da sempre un ruolo di snodo cruciale tra le prerogative dell’amministrazione e i diritti di difesa del contribuente. Quando l’ente impositore, in un sussulto di resipiscenza, interviene sul proprio atto per emendarlo, occorre tracciare una linea di demarcazione netta tra due scenari procedimentali e sostanziali diametralmente opposti: l’autotutela sostitutiva e la mera autotutela parziale.

Commento di Matteo Rizzardi | 1 Luglio 2026
Voucher formazione PMI: 100 mila euro per finanziare le competenze dei lavoratori

Con l’Avviso n. 2/2026 - Conto Sistema, Fondo Conoscenza mette a disposizione delle micro, piccole e medie imprese aderenti un plafond di 100.000 euro destinato al finanziamento di voucher formativi individuali. La misura è riservata alle aziende associate alle Parti Sociali costituenti il Fondo e consente di finanziare la partecipazione dei lavoratori dipendenti alle iniziative presenti nel Catalogo Nazionale della formazione continua. Le risorse sono suddivise tra percorsi rivolti agli apprendisti e attività formative dedicate agli altri lavoratori, con contributi differenziati in funzione della dimensione aziendale. Le domande potranno essere presentate dal 10 aprile al 31 ottobre 2026 mediante la piattaforma telematica del Fondo e saranno finanziate secondo l’ordine cronologico di presentazione fino ad esaurimento delle risorse disponibili. L’intervento rappresenta un’opportunità concreta per sostenere l’aggiornamento professionale del personale e rafforzare la competitività delle PMI attraverso l’accesso a percorsi formativi specialistici già selezionati e validati dal Fondo.

Circolare monografica di Gerardo Urti | 1 Luglio 2026
Tutto Quesiti: Indici Sintetici di Affidabilità fiscale 2026 tra CPB e prime sentenze

Si presentano le risposte ai quesiti pervenuti in occasione della 9ª Giornata del Percorso Dichiarativi 2026 dal titolo “Indici Sintetici di Affidabilità fiscale 2026 tra CPB e prime sentenze.”
Gli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA) continuano a rappresentare uno degli strumenti centrali del rapporto tra contribuente e Amministrazione finanziaria, assumendo un ruolo ancora più strategico alla luce dell’evoluzione del concordato preventivo biennale (CPB) e dei primi orientamenti giurisprudenziali emersi sul tema.
Il corso analizza le principali novità relative agli ISA 2026 per il periodo d’imposta 2025, con particolare attenzione agli effetti che il livello di affidabilità fiscale produce sull’accesso ai benefici premiali e sulle valutazioni connesse all’adesione al concordato. Sono inoltre esaminati i profili applicativi più rilevanti del CPB, le criticità operative riscontrate nella prassi professionale e le implicazioni derivanti dalle prime pronunce dei giudici tributari. I soggetti ISA beneficiano inoltre di un differimento delle scadenze di versamento delle imposte a causa del ritardo nel fornire il software di funzionamento degli stessi ISA. Chi vorrà però differire quanto dovuto di 30 giorni dovrà mettere in conto l’incremento allo 0,80% della maggiorazione. Attraverso un approccio pratico e operativo, l’incontro offre strumenti utili per comprendere l’interazione tra ISA e concordato preventivo biennale, valutare le opportunità e i rischi delle scelte dichiarative e interpretare correttamente i più recenti sviluppi normativi e giurisprudenziali. 

Circolare TuttoQuesiti di Gianluca Dan | 1 Luglio 2026
Start-up sostenibili: il commercialista diventa partner strategico della crescita

Le nuove Linee guida per la sostenibilità delle start-up, predisposte congiuntamente dalla Società Italiana dei Docenti di Ragioneria e di Economia Aziendale (SIDREA) e dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC), rappresentano un apprezzabile strumento operativo per professionisti, imprenditori e investitori.

L'Opinione di Alessandro Pescari | 1 Luglio 2026
ViDA, la vera rivoluzione è la semplificazione: il mercato unico IVA finalmente più vicino alle imprese

L’avvio della consultazione pubblica sullo Schema di decreto legislativo di recepimento della Direttiva UE n. 2025/516 segna una tappa fondamentale nell’attuazione italiana del pacchetto “VAT in the Digital Age” (ViDA). Le disposizioni, destinate ad entrare in vigore dal 1° gennaio 2027, modificano profondamente il D.P.R. n. 633/1972 e il D.L. n. 331/1993, intervenendo sui regimi OSS e IOSS, sulla Single VAT Registration e sulle vendite transfrontaliere. Dietro l’apparente complessità delle nuove regole si nasconde però una filosofia completamente diversa rispetto al passato: non aumentare gli adempimenti, bensì ridurre drasticamente gli obblighi di identificazione IVA nei diversi Stati membri e consentire alle imprese europee di operare nel mercato unico con procedure più semplici, uniformi e digitalizzate.

L'Opinione di Stefano Setti | 30 Giugno 2026
SCHEDE PRATICHE
I dati delle e-fatture comunicati all’Agenzia della riscossione

Con il provv. 22 maggio 2026 (attuativo dell’art. 1, comma 5-bis, lett. b-ter), del D.Lgs. n. 127/2015 introdotto dalla legge n. 199/2025) sono state definite le modalità con cui l’Agenzia delle entrate mette a disposizione dell’Agente della riscossione:
- i dati relativi alla somma dei corrispettivi delle fatture elettroniche emesse dai debitori iscritti a ruolo e dai loro coobbligati nei confronti di uno stesso soggetto,
. per le attività di analisi finalizzate all’avvio di procedure esecutive presso terzi pignorabili.

Scheda pratica di Devis Nucibella | 30 Giugno 2026
Bonus ristrutturazione: verifica documentazione per la dichiarazione dei redditi 2026

Anche rispetto alla stagione dichiarativa 2026, periodo d’imposta 2025, assume particolare rilievo la verifica della documentazione che legittima l’inserimento delle spese di ristrutturazione in dichiarazione dei redditi, 730 e modello Redditi, anche nell’ambito della dichiarazione precompilata. Gli uffici possono chiedere al contribuente una serie di documenti i quali sono ben individuati nel dettaglio dal D.M. MEF n. 41/1998 e dal provvedimento Agenzia delle entrate n. 149646 del 2 novembre 2011. La verifica dei requisiti documentali richiesti dal legislatore in alcuni casi potrebbe portare alla decadenza dell’agevolazione.

Scheda pratica di Andrea Amantea | 29 Giugno 2026
Consulenza aziendale
Vedi tutte le schede pratiche
Rating bancario e merito creditizio

Rating di legalità 2026

Rating di legalità 2026

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (n. 33 del 10 febbraio 2026) il nuovo Regolamento attuativo in materia di rating di legalità (delibera AGCM, 27 gennaio 2026, n. 31812), in vigore dal 16 marzo 2026. Il rating di legalità è stato istituito dall’art. 5-ter del D.L. n. 1/2012 con l’obiettivo di misurare il rischio connesso ad un‘attività economica e alla capacità dell’impresa di assolvere alle proprie obbligazioni, dimostrando la propria affidabilità nel mercato di riferimento.
In seguito l’istituto è stato modificato più volte:
- nel 2014 al fine di tener conto di profili di tutela del consumatore, richiedendo che, in sede di rilascio del rating, l’impresa dimostrasse l’assenza di condanne Antitrust per pratiche commerciali scorrette (Deliberazione AGCM 5 giugno 2014, n. 24953 a seguito ordinanza del Consiglio di Stato del 31 luglio 2013, n. 2947);
- nel 2020 con l’introduzione di nuove cause ostative e l’allargamento dei soggetti ammissibili (delibera n. 28361 del 28 luglio 2020 dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 19 ottobre 2020);
- dal 16 marzo 2026: con l’estensione della durata da due a tre anni, la previsione di un punteggio aggiuntivo per le imprese che hanno già ottenuto il rinnovo del rating per almeno tre volte consecutive ed il rilascio dell’attestato di attribuzione in inglese.
Di seguito ci soffermiamo sulle modalità aggiornate per ottenere il riconoscimento, nonché sui vantaggi concreti derivanti dall’ottenimento del rating in materia di accesso al credito e nei rapporti con la PA anche al fine della concessione di contributi e agevolazioni.

Scheda pratica di Marco Bomben | 31 Marzo 2026
Polizze catastrofali per le imprese: adempimenti e scadenze

È previsto l’obbligo, in capo alle imprese con sede legale in Italia e le imprese aventi sede legale all’estero con una stabile organizzazione in Italia, tenute all’iscrizione nel Registro delle imprese, di stipulare contratti assicurativi a copertura dei danni a terreni e fabbricati, impianti e macchinari, nonché attrezzature industriali e commerciali causati da eventi direttamente cagionati da calamità naturali ed eventi catastrofali verificatisi sul territorio nazionale quali i sismi, le alluvioni, le frane, le inondazioni e le esondazioni.

Scheda pratica di Saverio Cinieri | 16 Gennaio 2026
AIMIA

MySolution Intelligenza Artificiale

Equo compenso e intelligenza artificiale: una norma che riguarda pochi, ma la formazione obbligatoria riguarda tutti

L'introduzione dell'intelligenza artificiale nei parametri dell'equo compenso rappresenta una novità destinata, almeno inizialmente, a incidere solo sui rapporti con i cosiddetti "clienti forti" previsti dalla legge 49/2023. L'aspetto di maggiore impatto per la generalità dei commercialisti è invece l'obbligo di formazione sull'IA, che riguarderà competenze tecniche, normative e deontologiche, rafforzando il principio della supervisione umana. La categoria parte da una posizione già avanzata grazie alle guide operative e agli strumenti predisposti dal CNDCEC, ma sarà necessario tradurre tali indicazioni in procedure interne, informativa ai clienti e prassi organizzative coerenti con il nuovo quadro normativo europeo e nazionale.

News e Commenti di Federico Loffredo | 1 Luglio 2026
Il nuovo reato sull’IA non riguarda solo i giuristi: riguarda anche voi

Lo schema di decreto legislativo approvato in via preliminare il 10 giugno 2026 introduce nuove responsabilità penali, civili e organizzative legate all'utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio, in attuazione dell'AI Act europeo. La disciplina non riguarda soltanto i produttori di software, ma anche le imprese che utilizzano professionalmente tali sistemi, imponendo adeguate misure tecniche, controlli documentati e una reale supervisione umana. Il provvedimento prevede inoltre l'inserimento della nuova fattispecie tra i reati presupposto del D.Lgs. 231/2001, con impatti sui modelli organizzativi aziendali e sulle coperture assicurative. Per imprese e professionisti diventa quindi essenziale mappare gli strumenti di IA utilizzati, definire responsabilità di controllo e predisporre adeguati presidi di compliance.

News e Commenti di Federico Loffredo | 24 Giugno 2026

I prossimi Corsi

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venerdì 9:30-12:30
Le novità dal 22 al 28 giugno 2026
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Le novità dal 22 al 28 giugno 2026

di Marco Baldin | 29 Giugno 2026
Le novità dal 15 al 21 giugno 2026
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di Marco Bomben | 22 Giugno 2026
Le novità dall'8 al 14 giugno 2026
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Le novità dall'8 al 14 giugno 2026

di Stefano Rossetti | 15 Giugno 2026
Da non perdere
Accessi e ispezioni senza il “padrone di casa”: la delega orale e l’insidia della ratifica tacita

Il tema degli accessi, ispezioni e verifiche nei locali aziendali rappresenta da sempre uno dei terreni di scontro più accesi tra i poteri istruttori dell’Amministrazione finanziaria e i diritti costituzionali (e convenzionali) del contribuente. L’inviolabilità del domicilio, declinata in ambito aziendale, si scontra fisiologicamente con le esigenze di controllo fiscale, trovando la sua sintesi normativa nell’art. 52 del D.P.R. n. 633/1972 (richiamato ai fini delle imposte dirette dall’art. 33 del D.P.R. n. 600/1973).

Commento di Matteo Rizzardi | 30 Giugno 2026
Pensioni estere: tassazione nello Stato di residenza o nello Stato della fonte

Lo scorso 29 maggio l’Agenzia ha diramato un trittico di Risposte ad interpello aventi ad oggetto la tassazione delle pensioni in ambito internazionale. Gli interventi dell’Ufficio appaiono coerenti con precedenti prese di posizione. L’occasione è utile per distinguere ancora una volta le pensioni percepite in relazione ad una cessata attività di lavoro dipendente che si distinguono tra private (art. 18 Convenzione) e pubbliche (art. 19 Convenzione) e quelle connesse ad una cessata attività di lavoro autonomo che vengono invece annoverate tra i redditi diversi.

Commento di Ennio Vial, Adriana Barea | 29 Giugno 2026
Responsabilità del commercialista: verifiche più rigorose secondo la Cassazione

Con l’ordinanza n. 21061 del 21 giugno 2026 la Corte di Cassazione interviene nuovamente sul tema della responsabilità professionale del commercialista, affermando un principio destinato ad incidere profondamente sull’attività dei consulenti fiscali. Secondo i giudici di legittimità, il professionista incaricato della predisposizione delle dichiarazioni non può limitarsi a recepire passivamente la documentazione trasmessa dal cliente, ma è tenuto a svolgere un’attività di controllo e di verifica della correttezza fiscale delle operazioni rappresentate. La diligenza qualificata prevista dall’art. 1176, comma 2, c.c. impone, infatti, una vera e propria attività di supervisione finalizzata a prevenire errori che possano determinare l’insorgere di responsabilità tributarie. La decisione assume particolare rilievo anche perché esclude che la preparazione professionale del cliente possa attenuare gli obblighi di controllo gravanti sul consulente.

Commento di Stefano Setti | 26 Giugno 2026