Rassegna di Giurisprudenza
CORTE DI CASSAZIONE

Rassegna di Giurisprudenza 7 agosto 2026, n. 659

di Benedetta Cargnel | 7 Agosto 2026
Rassegna di Giurisprudenza 7 agosto 2026, n. 659

Il Fatto

Un lavoratore adiva il Tribunale per ottenere il mantenimento della misura del salario professionale goduto nella precedente qualifica a seguito di un trasferimento con mutamento di mansioni.

La Corte d’Appello, in riforma della decisione di primo grado, riconosceva il diritto del lavoratore a mantenere il salario professionale senza alcuna diminuzione, condannando il datore di lavoro al pagamento delle differenze retributive.

Il datore di lavoro ricorreva per cassazione.

Il Diritto

La corte osserva che la parte dispositiva della sentenza impugnata deve essere interpretata alla luce della motivazione, dalla quale si evince che l'accoglimento della domanda è fondato sul principio di irriducibilità della retribuzione. Tale principio è stato applicato tenendo conto dei maggiori importi percepiti a titolo di salario di produttività nella nuova qualifica, evitando una cristallizzazione indeterminata del diritto. Eventuali incrementi retributivi spettanti nella nuova qualifica incidono infatti in proporzione sulla misura del salario professionale originariamente spettante.

La corte pertanto rigetta il ricorso.

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Sintesi elaborata da MySolution IA:
La Corte d'Appello ha riconosciuto a un lavoratore il diritto di mantenere il salario precedente dopo un trasferimento. La Cassazione ha confermato, basandosi sul principio di irriducibilità della retribuzione.