Rassegna di Giurisprudenza
CORTE DI CASSAZIONE

Rassegna di Giurisprudenza 24 luglio 2026, n. 657

di Benedetta Cargnel | 23 Luglio 2026
Rassegna di Giurisprudenza 24 luglio 2026, n. 657

Il Fatto

Un lavoratore proponeva opposizione contro un avviso di addebito emesso da INPS per contributi dovuti alla Gestione separata in relazione all'attività libero professionale svolta.

La Corte d’Appello, in riforma della sentenza di primo grado, rigettava la domanda, non ritenendo prescritta la pretesa dell’ente, e il lavoratroe ricorreva per cassazione.

Il Diritto

La corte osserva che il primo motivo di ricorso è fondato. La prescrizione del credito contributivo previdenziale decorre dal momento in cui scadono i termini per il relativo pagamento e non dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi da parte del titolare della posizione assicurativa. Nella determinazione del giorno di scadenza occorre valutare i decreti attuativi che fissano i termini specifici, con la conseguenza, nel caso di specie, che l'atto interruttivo dell'ente previdenziale non è stato tempestivo.

La corte pertanto accoglie il ricorso.

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Sintesi elaborata da MySolution IA:
La Corte di Cassazione accoglie il ricorso di un lavoratore, stabilendo che la prescrizione dei contributi INPS decorre dalla scadenza del pagamento, non dalla dichiarazione dei redditi.