Rassegna di Giurisprudenza
CORTE DI CASSAZIONE

Rassegna di Giurisprudenza 29 maggio 2026, n. 649

di Benedetta Cargnel | 29 Maggio 2026
Rassegna di Giurisprudenza 29 maggio 2026, n. 649

Il Fatto

Un datore di lavoro proponeva ricorso avverso un'ordinanza di ingiunzione emessa dall'Ispettorato Territoriale del Lavoro per l'impiego di sei lavoratori in nero.

Il Tribunale la Corte d’Appello rigettavano la domanda e il datore di lavoro ricorreva quindi per cassazione.

Il Diritto

La corte osserva che all'amministrazione è consentito scegliere tra una formale costituzione in giudizio o il mero deposito degli atti relativi all'infrazione, e che tutti i documenti depositati si intendono acquisiti al processo a prescindere dalla rituale costituzione.

La corte rileva poi che l'eventuale inerzia processuale dell'amministrazione o il mancato deposito dei documenti non determinano l'automatico accoglimento dell'opposizione, poiché il giudice è comunque chiamato a valutare autonomamente la responsabilità dell'opponente sulla base degli elementi di fatto emersi ed acquisiti, come l'accertato rinvenimento dei lavoratori irregolari durante l'ispezione.

La corte pertanto rigetta il ricorso.

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Sintesi elaborata da MySolution IA:
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso del datore di lavoro, confermando la validità dell'ordinanza per impiego di lavoratori in nero, basandosi sugli atti depositati e la valutazione autonoma del giudice.