
Il Fatto
Un dipendente impugnava il licenziamento intimato per giusta causa.
Il Tribunale e la Corte d’Appello dichiaravano risolto il rapporto di lavoro, ma accertavano la tardività della contestazione disciplinare, avvenuta circa due mesi dopo la piena conoscenza dei fatti da parte del datore.
Entrambe le parti ricorrevano per cassazione.
Il Diritto
La corte rileva che la condotta del lavoratore è stata accertata nel merito come intenzionale e grave, tale da ledere il vincolo fiduciario e giustificare la sanzione espulsiva, senza possibilità di ricondurla a fattispecie conservative previste dal CCNL, tuttavia una volta accertato il ritardo ingiustificato nella contestazione, correttamente è stata applicata la tutela indennitaria di cui al comma 5 dell'art. 18, che assorbe le questioni relative alle mere violazioni procedurali.
La corte pertanto rigetta i ricorsi.

Errore di accesso al sistema, riprova tra qualche minuto
Prova nuovamente ad eseguire l'accessoATTENZIONE: 10 tentativi rimasti prima di bloccare l'account.
Se non ricordi la password clicca qui
Operazione riuscita correttamente
Si è verificato un errore, riprova più tardi
Funzionalità non abilitata per utenti Demo
La funzione di ricerca è disponibile solo per gli utenti abbonati