Rassegna di Giurisprudenza
CORTE DI CASSAZIONE

Rassegna di Giurisprudenza 13 marzo 2026, n. 638

di Benedetta Cargnel | 13 Marzo 2026
Rassegna di Giurisprudenza 13 marzo 2026, n. 638

Il Fatto

Un lavoratore chiedeva l'accertamento del proprio diritto all'assunzione presso le società subentranti in un appalto di servizi di nettezza urbana, a seguito del passaggio di gestione.

Il ricorrente era stato precedentemente licenziato dall'impresa uscente, ma il recesso era stato revocato nell'ambito di una conciliazione giudiziale che aveva ripristinato il rapporto di lavoro.

Il Tribunale e la Corte d’Appello statuivano il diritto al passaggio diretto, rilevando che la revoca del licenziamento aveva determinato la reviviscenza del rapporto, collocando il lavoratore nella condizione di personale in forza nei 240 giorni antecedenti il cambio gestione, come previsto dal CCNL di settore.

Le società subentranti ricorrevano per cassazione sostenendo di non essere state correttamente informate della posizione del lavoratore e contestando l'efficacia della conciliazione nei loro confronti.

Il Diritto

La corte osserva che il diritto all'assunzione del personale in caso di cambio appalto, ai del CCNL applicabile sorge in capo ai dipendenti che risultino in forza presso l'azienda cessante nel periodo dei 240 giorni precedenti l'inizio della nuova gestione. Tale diritto non è condizionato all'adempimento degli obblighi procedimentali di comunicazione a carico dell'impresa uscente, né alla previa conoscenza della specifica posizione lavorativa da parte del subentrante, essendo sufficiente la sussistenza oggettiva del rapporto di lavoro. Nel caso di specie, la revoca del licenziamento operata dall'impresa cedente determina il ripristino ex tunc del rapporto, con la conseguenza che il lavoratore deve considerarsi utilmente inserito nell'organico avente diritto al passaggio. La conoscenza o conoscibilità di tale situazione da parte dell'impresa subentrante, accertata in sede di merito, esclude inoltre ogni profilo di carenza informativa rilevante.

La corte pertanto rigetta il ricorso.

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Sintesi elaborata da MySolution IA:
Lavoratore licenziato e poi reintegrato ha diritto al passaggio diretto in appalto. La Cassazione conferma che il diritto non dipende da comunicazioni, ma dalla sussistenza del rapporto di lavoro nei 240 giorni precedenti.