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APPALTI

Appalti: quando scatta l'obbligo di DURF

Quadro normativo, requisiti necessari e i più recenti chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

di Francesco Geria - LaborTre Studio Associato | 13 Ottobre 2026
Appalti: quando scatta l'obbligo di DURF

Nella gestione degli appalti, il controllo della regolarità fiscale dell’impresa affidataria assume un rilievo particolare quando l’esecuzione dell’opera o del servizio è caratterizzata da un significativo impiego di manodopera. L’articolo 17-bis del D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241, introdotto dall’articolo 4 del D.L. 26 ottobre 2019, n. 124, ha costruito uno specifico sistema di controllo sul corretto versamento delle ritenute fiscali operate nei confronti dei lavoratori direttamente impiegati nell’esecuzione dell’affidamento.

All’interno di questo sistema si colloca il certificato comunemente denominato DURF - Documento Unico di Regolarità Fiscale, formalmente definito dall’Agenzia delle Entrate quale “certificato di sussistenza dei requisiti per imprese appaltatrici”. Diventa essenziale individuare, in primo luogo, quando trova applicazione la disciplina delle ritenute negli appalti e, solo successivamente, verificare se l’impresa possa utilizzare il DURF per accedere al regime di esonero.

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Sintesi elaborata da MySolution IA:
Il DURF (Documento Unico di Regolarità Fiscale) è un certificato che attesta la regolarità fiscale delle imprese appaltatrici, consentendo l'esonero dagli obblighi di controllo sulle ritenute fiscali dei lavoratori impiegati in appalti superiori a 200.000 euro, con prevalente utilizzo di manodopera e svolgimento presso le sedi del committente.