Circolare monografica
INPS, CONTRIBUZIONE

Ferie non godute e obblighi contributivi: tra momento impositivo e differimento per chiusura collettiva

Disciplina generale, contribuzione sulle ferie non godute e differimento dei contributi per ferie collettive

di Francesco Geria - LaborTre Studio Associato | 7 Agosto 2026
Ferie non godute e obblighi contributivi: tra momento impositivo e differimento per chiusura collettiva

La gestione delle ferie non si esaurisce nella programmazione del riposo annuale e nella corretta rappresentazione dei relativi residui nei documenti di lavoro. Alla mancata fruizione entro i termini stabiliti dalla legge, dalla contrattazione collettiva o dalle altre fonti applicabili si collegano, infatti, specifiche conseguenze previdenziali: il datore di lavoro può essere tenuto ad assoggettare a contribuzione il valore economico delle ferie maturate e non ancora godute, sebbene nessuna indennità sostitutiva sia stata concretamente corrisposta al lavoratore.

A questa disciplina, incentrata sull’individuazione del momento impositivo delle ferie non godute, si affianca il diverso istituto del differimento del pagamento dei contributi in occasione delle ferie collettive. Le due fattispecie, pur accomunate dal riferimento all’istituto feriale, rispondono a finalità differenti: la prima anticipa l’assolvimento dell’obbligazione previdenziale relativa alle ferie residue; la seconda consente, in presenza di una reale chiusura aziendale, di posticipare il termine ordinario di pagamento della contribuzione.

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Sintesi elaborata da MySolution IA:
Le ferie annuali retribuite sono un diritto irrinunciabile, garantito dalla Costituzione e dal Codice Civile. La loro durata minima è di 4 settimane, delle quali almeno 2 devono essere godute nell'anno di maturazione. La monetizzazione è vietata durante il rapporto di lavoro, tranne in caso di cessazione del rapporto.