
Il lavoro agile svolto dall’estero rappresenta una delle evoluzioni più rilevanti dell’organizzazione del lavoro contemporanea. La possibilità tecnica di rendere la prestazione da qualunque luogo non elimina, tuttavia, la necessità di qualificare correttamente il rapporto sotto il profilo giuslavoristico, fiscale, previdenziale, assicurativo e amministrativo.
Il fenomeno dei cosiddetti nomadi digitali, quando riguarda lavoratori subordinati italiani che operano da Paesi esteri per aziende stabilite in Italia, richiede una gestione preventiva e documentata. Non è sufficiente autorizzare lo smart working fuori dal territorio nazionale: occorre verificare dove il reddito deve essere tassato, quale legislazione previdenziale sia applicabile, quale copertura assicurativa operi, quali obblighi di sicurezza permangano e quali adempimenti gravino su datore di lavoro e lavoratore.


