
La gestione delle ferie non si esaurisce nella programmazione del riposo annuale e nella corretta rappresentazione dei relativi residui nei documenti di lavoro. Alla mancata fruizione entro i termini stabiliti dalla legge, dalla contrattazione collettiva o dalle altre fonti applicabili si collegano, infatti, specifiche conseguenze previdenziali: il datore di lavoro può essere tenuto ad assoggettare a contribuzione il valore economico delle ferie maturate e non ancora godute, sebbene nessuna indennità sostitutiva sia stata concretamente corrisposta al lavoratore.
A questa disciplina, incentrata sull’individuazione del momento impositivo delle ferie non godute, si affianca il diverso istituto del differimento del pagamento dei contributi in occasione delle ferie collettive. Le due fattispecie, pur accomunate dal riferimento all’istituto feriale, rispondono a finalità differenti: la prima anticipa l’assolvimento dell’obbligazione previdenziale relativa alle ferie residue; la seconda consente, in presenza di una reale chiusura aziendale, di posticipare il termine ordinario di pagamento della contribuzione.






