Rassegna di Giurisprudenza
CORTE DI CASSAZIONE

Rassegna di giurisprudenza 31 luglio 2026, n. 813

di Fabio Pace | 31 Luglio 2026
Rassegna di giurisprudenza 31 luglio 2026, n. 813

Un contribuente ritiene di avere la possibilità di ricorrere avverso tutti gli atti adottati dall'ente impositore che modificano la situazione tributaria, senza dovere attendere che essi si vestano della forma autoritativa di uno degli atti espressamente dichiarati impugnabili.
Il caso riguarda l’inammissibilità di istanza di disapplicazione, ex art. 37-bis, ottavo comma, del D.P.R. n. 600/1973, formulata ex art. 172, comma 7, del TUIR, volta a ottenere l'uso di perdite ed eccedenze di interessi passivi, a seguito di fusione per incorporazione. Il diniego di interpello è stato ritenuto non impugnabile, non avendo carattere di definitività, ma afferendo a una fase interlocutoria tra Fisco e contribuente.
Il diniego in esame ha, al contrario, natura definitiva, in quanto impedisce la fruizione dei benefici richiesti. Il carattere di definitività del provvedimento, non suscettibile in via fisiologica di ulteriore revisione e impeditivo di ulteriori istanze aventi lo stesso contenuto, ne determina, quindi, l'impugnabilità. La tassatività dell'elencazione degli atti ex art. 19 del D.Lgs. n. 546/1992 non esclude che i provvedimenti dell'Agenzia, quale quello in esame, di rigetto di istanza di interpello, avendo natura e contenuto di diniego definitivo di un beneficio fiscale, in quanto determinante in via non temporanea, possa essere impugnato giudizialmente.
La tassatività dell'elenco degli atti impugnabili ex art. 19 D.Lgs. n. 546/1992 è da intendersi per categorie e non per singole denominazioni formali. Pertanto, rientrano nella categoria degli atti impugnabili anche i provvedimenti atipici che, seppure con diverso nomen iuris, producono gli stessi effetti degli atti tipici (ad esempio, diniego di agevolazioni, atti di diniego di rimborso) (Cass. 17 febbraio 2023, n. 5174; Cass. 30 gennaio 2020, n. 2144; Cass. 11 dicembre 2019, n. 32425).

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Sintesi elaborata da MySolution IA:
Un contribuente può impugnare un diniego definitivo di beneficio fiscale, come il rigetto di un'interpello, nonostante non sia espressamente previsto tra gli atti impugnabili.