Rassegna di Giurisprudenza
CORTE DI CASSAZIONE

Rassegna di giurisprudenza 29 maggio 2026, n. 804

di Fabio Pace | 29 Maggio 2026
Rassegna di giurisprudenza 29 maggio 2026, n. 804

In seguito a diniego di compensazione conseguente a disconoscimento di costi non correttamente imputati, in violazione delle norme sulla competenza, una società eccepisce diritto al rimborso della maggiore imposta pagata, adducendo un errore di fatto o di diritto commesso nella redazione della dichiarazione.
In tema di reddito d'impresa, il recupero dei costi in base al criterio di competenza temporale non determina una duplicazione d’imposta, in quanto la dichiarazione del costo in una determinata annualità consente l'accertamento in base al corretto impiego di tale criterio, non potendo il contribuente scegliere il periodo in cui registrare le passività secondo la propria convenienza, così da alterare i risultati economici dell'esercizio, mentre, in caso di effettivo pagamento per due volte della stessa imposta, dispone dei rimedi ordinamentali della dichiarazione integrativa e del rimborso (Cass., Sez. 5, 15 luglio 2020, n. 15019).
Il contribuente non può scegliere di effettuare la detrazione di un costo in un esercizio diverso da quello individuato dalla legge come esercizio di competenza, neppure al dichiarato fine di bilanciare componenti attivi e passivi del reddito e pure in assenza della configurabilità di un danno per l'erario, dato che le regole sull'imputazione temporale dei componenti negativi, dettate in generale dall'art. 109 del TUIR, sono vincolanti sia per il contribuente, che per l'erario e, per la loro inderogabilità, non richiedono né legittimano giudizi sull'esistenza o meno di danno erariale, così che è irrilevante l'insussistenza dello stesso nel caso concreto (Cass., Sez. 5, 19 maggio 2022, n. 16093).
L'inerzia del contribuente nel ricorrere ai rimedi della dichiarazione integrativa e del rimborso non può rilevare al fine di un’eventuale deroga al principio né la scelta di dedurre un componente negativo del reddito in uno specifico esercizio può ricondursi all'ambito dell'errore piuttosto che a quello della volontà.

Contenuto riservato agli
Abbonati MySolution

Sei già Abbonato?

Esegui qui l'accesso

Non sei ancora Abbonato?

Richiedi info
Promo 15 giorni
Sintesi elaborata da MySolution IA:
Una società, dopo il diniego di compensazione per costi non correttamente imputati, chiede il rimborso dell'imposta pagata in eccesso. La Cassazione ribadisce che i costi devono essere imputati secondo il criterio di competenza, senza possibilità di scelta da parte del contribuente.