
Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’Economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, ha approvato, nella seduta del 10 giugno 2026, un decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive in materia di imposte sui redditi, di imposta sulle successioni e donazioni, di imposta sul valore aggiunto, di accise nonché in materia di controlli, di adempimento collaborativo e di semplificazione. Lo schema di Decreto legislativo c.d. Decreto correttivo “omnibus” interviene in modo trasversale su numerosi testi normativi del sistema tributario italiano, con l’obiettivo dichiarato di realizzare aggiustamenti di coordinamento, chiarimenti interpretativi e affinamenti tecnici alla recente riforma fiscale.
Le principali aree toccate riguardano la tassazione dei redditi di lavoro dipendente e autonomo, la disciplina dei redditi d’impresa (con particolare attenzione al raccordo valori contabili/fiscali, al riporto delle perdite e ai conferimenti), la fiscalità internazionale e l’imposizione minima globale, l’IVA, i tributi indiretti patrimoniali (successioni, donazioni, registro, ipotecaria e catastale), il regime di adempimento collaborativo, la riscossione e il rafforzamento degli strumenti di controllo, nonché i redditi finanziari e le accise.
Il testo innesta, su un quadro normativo profondamente rinnovato da D.Lgs. n. 192/2024 (IRPEF‑IRES), D.Lgs. n. 209/2023 (fiscalità internazionale), TUIR, TUI “IVA” e testi unici in materia di registro e versamenti, una serie di micro‑interventi puntuali che mirano a ridurre le asimmetrie, completare la disciplina transitoria e chiarire misure di favore e agevolazioni.
Per i contribuenti e gli operatori professionali, il Decreto correttivo comporta un’ulteriore stratificazione di norme di dettaglio che richiederà un’attenta lettura sistematica, specie in tema di fringe benefit auto aziendali, plusvalenze su crediti d’imposta, riallineamenti contabili/fiscali e applicazione delle regole Pillar Two OCSE.
Nel complesso, l’intervento appare orientato a rafforzare l’effettività del nuovo assetto fiscale, bilanciando l’esigenza di gettito con un più razionale coordinamento tra imposte dirette, IVA, tributi indiretti e disciplina sanzionatoria, pur lasciando aperta la sfida della semplificazione per gli operatori sul campo.

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