
La Cassazione, con l’ordinanza n. 24373/2026, conferma la legittimità dell’accertamento di una cessione d’azienda “di fatto” anche in assenza di un contratto scritto, quando una pluralità di elementi presuntivi dimostra il trasferimento unitario dell’attività. La pronuncia chiarisce il rapporto tra gli artt. 15 e 20 del Testo unico dell’imposta di registro e individua gli indizi che possono condurre alla riqualificazione dell’operazione, con rilevanti implicazioni operative per imprese e professionisti.

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