
Il complesso iter di concessione previsto per il nuovo iperammortamento 2026-2028 impone un’attenta analisi costi-benefici per gli investimenti di importo “modesto”. Alla maggiorazione delle quote di ammortamento prevista dalla Legge di Bilancio 2026 si contrappongono, infatti, significativi costi di compliance: si tratta delle spese connesse agli oneri documentali, ossia l’obbligo generalizzato di perizia tecnica asseverata (rilasciata da ingegneri o periti) e certificazione contabile (rilasciata da un revisore legale) a cui si aggiungono gli oneri comunicativi (3 comunicazioni obbligatorie e 2 di monitoraggio periodiche). Per evitare che la misura si traduca in un “boomerang” per l’impresa occorre quindi procedere con un’analisi di convenienza accurata.

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