
Nel variopinto (e spesso sconfortante) panorama del contenzioso tributario italiano, accade non di rado di assistere a veri e propri cortocircuiti ermeneutici, in cui regole elementari di dogmatica giuridica vengono piegate, confuse o, peggio, ignorate dai giudici di merito. È il caso della competenza territoriale per le attività di accertamento e liquidazione dell’imposta di registro, un tema che dovrebbe rappresentare l’ABC per chiunque bazzichi le aule di giustizia fiscale, ma che ha costretto la Suprema Corte a un ennesimo, pedagogico intervento.

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