
Nel perenne e silenzioso conflitto di attribuzioni che anima il panorama delle professioni ordinistiche italiane, il perimetro della Consulenza del lavoro rappresenta da sempre un terreno minato. Il Legislatore sembrava aver tracciato una linea di pacifica convivenza, abilitando al compimento degli adempimenti in materia di lavoro, previdenza e assistenza sociale non solo i Consulenti del lavoro, ma anche gli iscritti all'Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili. Una parificazione apparente, che per questi ultimi sconta unicamente il modesto onere formale di una comunicazione preventiva agli Ispettorati territoriali del lavoro.

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