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SOCIETÀ

Sindaco di società: legittimo il compenso deciso dall’assemblea se non impugnato

di Studio tributario Gavioli & Associati | 3 Giugno 2026
Sindaco di società: legittimo il compenso deciso dall’assemblea se non impugnato

La Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 15478, del 21 maggio 2026, ha chiarito che il professionista, che svolge l’attività di sindaco di una s.r.l., deve contentarsi del compenso ridotto se non ha impugnato la delibera della società che ha deciso di liquidare ai professionisti importi inferiori ai parametri previsti lo svolgimento di tale attività. La Corte, infatti, ha affermato che, qualora, dopo la nomina del collegio sindacale, l’assemblea determini con delibere il compenso annuo spettante ai sindaci e tali delibere non siano impugnate né se ne deduca tempestivamente la nullità, esse restano efficaci e vincolanti, anche se sopravvenute rispetto alla nomina e anche se lo statuto contenga una previsione generica di determinazione “in base alla tariffa professionale vigente”, con conseguente infondatezza della pretesa del sindaco a un compenso diverso, parametrato alle Tariffe professionali o ai parametri indicati dal Ministero.

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Sintesi elaborata da MySolution IA:
Un commercialista, ex sindaco di una società, ha richiesto un compenso maggiore rispetto a quanto stabilito dall'assemblea dei soci. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando l'efficacia delle delibere assembleari non impugnate.