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Cedolare secca, scontro aperto sugli affitti a uso foresteria

di Matteo Rizzardi | 16 Giugno 2026
Cedolare secca, scontro aperto sugli affitti a uso foresteria

Il perenne scontro tra l’insopprimibile fame di gettito dell’Erario e il sacrosanto affidamento del contribuente sul dato letterale della norma si arricchisce di un nuovo, avvincente capitolo. Il terreno di scontro è, ancora una volta, l’applicazione della cedolare secca per le locazioni stipulate con conduttori che agiscono nell’esercizio di attività d’impresa o professionale. Un tema su cui la giurisprudenza di legittimità sembrava aver finalmente posto un punto fermo, prima di essere travolta da un’ordinanza di rimessione alle Sezioni Unite che, a ben guardare, ha il preoccupante sapore della ragion di Stato.

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Sintesi elaborata da MySolution IA:
La legge sul regime fiscale degli affitti (art. 3 D.Lgs. 23/2011) stabilisce che la scelta spetta al locatore, purché l'immobile sia abitativo e non coinvolga attività d'impresa. Tuttavia, l'Agenzia delle Entrate ha creato contenziosi negando l'agevolazione se il conduttore è commerciale. La Cassazione aveva chiarito che la qualifica del conduttore è irrilevante, ma un'ordinanza recente rimette in discussione questa interpretazione, estendendo il divieto a qualsiasi locazione stipulata nell'esercizio d'impresa da entrambe le parti.