
La sentenza n. 2489/2026 della Corte d’Appello di Roma, prima sezione civile, resa in materia di obbligo di segnalazione di operazione sospetta, affronta con chiarezza un nodo interpretativo di notevole interesse per tutti i professionisti obbligati a rispettare gli adempimenti antiriciclaggio: il rapporto tra anomalia dell’operazione, sospetto qualificato di riciclaggio e confine con altre fattispecie patologiche dell’atto negoziale.

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