Commento
CONTRATTI, IVA

Cessione del contratto preliminare e regime fiscale: IVA, imposta di registro e orientamenti giurisprudenziali

di Stefano Setti | 22 Aprile 2026
Cessione del contratto preliminare e regime fiscale: IVA, imposta di registro e orientamenti giurisprudenziali

La disciplina fiscale del contratto preliminare distingue nettamente tra la stipula del compromesso e la sua eventuale cessione. Il preliminare, in sé, resta fuori campo IVA e soggetto a registrazione in misura fissa, salvo caparre o acconti. Diversamente, la cessione del contratto preliminare costituisce una prestazione di servizi imponibile ai sensi dell’art. 3, comma 2, n. 5, del D.P.R. n. 633/1972, con applicazione dell’aliquota ordinaria, indipendentemente dal regime IVA dell’immobile oggetto del contratto. La giurisprudenza della Corte di Cassazione e la prassi dell’Agenzia delle Entrate confermano un orientamento ormai consolidato, volto a qualificare la cessione del preliminare come autonoma operazione imponibile.

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Sintesi elaborata da MySolution IA:
Il contratto preliminare di compravendita è obbligatorio ma non trasferisce la proprietà. Non è soggetto a IVA, ma deve essere registrato con imposta fissa di 200 euro. Caparre e acconti seguono regimi fiscali differenti. La cessione del preliminare è invece una prestazione di servizi soggetta a IVA ordinaria e imposta di registro proporzionale se onerosa.