Commento
FATTURA ELETTRONICA

Primi giorni di fattura elettronica, è caos a tutto campo

di Sandra Pennacini | 8 Gennaio 2019
Primi giorni di fattura elettronica, è caos a tutto campo

Che l’avvio della fatturazione elettronica potesse presentare più di un problema era nell’aria da tempo. Tuttavia, complice il ponte sino all’Epifania che ha in qualche modo rallentato l’operatività di molte aziende, solo in questi giorni il sistema sta affrontando il primo, reale, test. Ne emergono pareri ed impressioni totalmente discordanti, tra problematiche di software che stanno portando taluni allo stop della fatturazione e disservizi del SDI. Disservizi fortemente contestati da ANC e CODACONS, che si riservano ulteriori azioni, e tuttavia negati da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Premessa

Dal 1° gennaio 2019, ai sensi della Legge 27 dicembre 2017, n. 205, art. 1, comma 909, vige l’obbligo di fatturazione in esclusiva modalità elettronica per tutti i soggetti residenti o stabiliti nel territorio nazionale.

Sono esclusi i soggetti “minori”, ovvero i passivi che rientrano nel c.d. “regime di vantaggio” (di cui all’art. 27, commi 1 e 2, del D.L. 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla Legge 15 luglio 2011, n. 111), e quelli che applicano il regime forfettario di cui all’art. 1, commi da 54 a 89, della Legge 23 dicembre 2014, n. 190.

È fatto inoltre divieto di emissione delle fatture in formato elettronico - ai sensi dell’articolo 10 bis del D.L. 23 ottobre 2018, n. 119, convertito, con modificazioni, dalla Legge 17 dicembre  2018, n. 136, come modificato dal comma 53 dell’articolo 1 della Legge di Bilancio 30 dicembre 2018, n. 145 - ai soggetti tenuti all’invio dei dati al Sistema tessera sanitaria, ai fini dell’elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata (ai sensi dell’articolo 3, commi 3 e 4, del D.Lgs. 21 novembre 2014, n. 175, e dei relativi decreti del Ministro dell’Economia e delle Finanze), per il solo anno 2019 e con riferimento esclusivo alle fatture i cui dati sono da inviare al Sistema tessera sanitaria.

I primi giorni del nuovo corso digitale sono stati caratterizzati da forti polemiche, che rischiano di sfociare in una serie di procedure giudiziarie (una già avviata), per quanto l’Agenzia delle Entrate rassicuri sul fatto che tutto stia funzionando a dovere.

 

ANC: cronaca di un disastro annunciato

È del 7 gennaio il comunicato stampa dell’Associazione Nazionale Commercialisti, capitanata dal dottor Marco Cuchel, che riporta un titolo che non lascia dubbi su quale sia il giudizio dell’ANC sull’operazione e-fattura.  

L’Associazione, che da sola si è fatta portatrice di tutta una serie di iniziative critiche nei confronti del sistema di fatturazione elettronica, non quale strumento in sé, bensì per come concepita nel sistema ideato dall’Agenzia delle Entrate, continua la sua battaglia contro uno sistema che vede come un serissimo rischio alla tutela della riservatezza dei dati, denunciando altresì i reiterati disservizi del Sistema di Interscambio.

Ripercorrendo le tappe di una battaglia che vede, sul fronte dei Commercialisti, pressoché solo l’ANC schierata con decisione contro l’attuale fattura elettronica, ricordiamo che l’Associazione aveva promosso un primo ricorso al Garante della Privacy, a fronte del quale, nello scorso mese di novembre, il Garante aveva fortemente criticato l’impianto della fatturazione elettronica così come attualmente impostato.

Ne era seguito un tavolo di confronto AdE/Garante - tavolo al quale l’ANC non è stata ammessa - e, con una serie di passaggi intermedi, si è arrivati al provvedimento del Garante della Privacy del 20 dicembre ed al conseguente (quasi “a fotocopia”) Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 21 dicembre 2018, n. 524526.

In buona sostanza, i rilievi mossi dal Garante, che sostanzialmente ricalcano quelli evidenziati da ANC sul punto del trattamento dei dati, erano fondati, tant’è che l’Agenzia delle Entrate potrà conservare, senza consenso espresso da parte dei contribuenti interessati, tutti i dati delle fatture, compreso il “corpo”, ovvero il dettaglio dei prodotti ceduti o dei servizi prestati, solo per un periodo transitorio che avrà termine il 3 luglio 2019. Oltre tale data, salvo consenso espresso, l’Agenzia potrà conservare solo i dati fiscalmente rilevanti, ovvero quelli di cui all’articolo 21 del D.P.R. 633/1972.

Non abbastanza a parere di ANC, soprattutto alla luce del periodo transitorio, tant’è che è stato proposto ricorso d’urgenza per richiedere la sospensione dell’obbligo. Ricorso respinto in prima battuta, quanto all’urgenza, ma la discussione nel merito è rinviata al prossimo mese di aprile 2019.

Ma l’azione di ANC non si ferma, in una continua denuncia dei disservizi che pare si stiano verificando nell’utilizzo del sistema, che risulta a più riprese irraggiungibile.

Non solo, rallentamenti e blocchi si segnalano anche nell’utilizzo di software commerciali, ed è un fatto documentato da numerose immagini postate sui social che molti siano gli esercizi nei quali sono comparsi cartelli quanto meno “curiosi”, a segnalare che “al momento non è possibile richiedere fattura”, oppure “in caso di richiesta fattura si riceve dalle ore… alle ore…”.  Insomma, fatturare in elettronico non è, evidentemente, una cosa tanto semplice, tanto che l’associazione commercianti di Treviso denuncia una moria di esercizi, ed i sindacati dei distributori di carburante minacciano sciopero.

 “Quello che avevamo previsto e denunciato si sta puntualmente verificando”, ha affermato in proposito il Presidente ANC Marco Cuchel, “e ciò che qualcuno ha generosamente considerato rallentamenti e difficoltà dovuti all’applicazione di un nuovo sistema, si sta rivelando la regola.”

 

Codacons promette azioni, ma per l’Agenzia delle Entrate tutto funziona

In un rincorrersi di comunicati, alla voce della ANC e dei tanti che denunciano disservizi, con i social invasi di fotografie a documentare fatture scartate con motivazioni illeggibili, o l’impossibilità completa di accedere al sito Fatture e Corrispettivi, ha fatto da contraltare l’Agenzia delle Entrate, che con un comunicato del 3 gennaio ha rassicurato, dichiarando che a tale data erano già state scambiate un milione e mezzo di fatture elettroniche, senza rilevare alcuna anomalia o rallentamento, tanto che le dovute ricevute risultano essere state consegnate nel 97% dei casi prima dei 5 giorni previsti dal Provvedimento del 30 aprile 2018.

Un comunicato che, se letto criticamente, lascia più di una perplessità, posto che un 3% di ricevute fuori termine - in giorni caratterizzati senza dubbio da un ben modesto flusso di documenti - non lascia ben sperare per quanto accadrà in corrispondenza della fine del mese, e peggio ancora intorno al 15 febbraio, quando - con la fatturazione differita - una vera pioggia di documenti andrà a riversarsi sui sistemi dell’Agenzia.

Non sembra convinto della bontà del sistema nemmeno il Codacons, che ha reso noto di voler presentare un esposto per interruzione di pubblico servizio, a causa della reiterata inaccessibilità del sistema, chiedendo altresì la proroga dei termini di invio delle fatture elettroniche, “stante l'impossibilità riscontrata nei giorni scorsi da tanti e tanti utenti del sito dedicato alla fatturazione elettronica”.

In attesa degli sviluppi, si segnala che ANC ha altresì auspicato una azione congiunta con Codacons e con tutte le associazioni rappresentative di aziende e professionisti, legata appunto ai diversi problemi connessi alla fattura elettronica.

 

Le problematiche aperte

Come si è detto sono molte le problematiche aperte, dalla privacy alla tenuta del Sistema. A queste si aggiungono un’infinita quantità di problemi che gli operatori stanno riscontrando nell’utilizzare le diverse piattaforme, anche commerciali.

I sistemi stanno infatti impattando con l’operatività, tra utenze da “addestrare” all’utilizzo, problemi di autorizzazioni all’uso e controlli preventivi che restituiscono cause di scarto non sempre facilmente comprensibili.

Le piattaforme disponibili sul mercato sono oggettivamente centinaia, per non dire migliaia, ma in questa sede, per dovere di cronaca, non possiamo non riportare il fatto che la società che si è aggiudicata la gara indetta dal CNDCEC, ovvero Unimatica, probabilmente a causa di un rilascio particolarmente tardivo, stia incorrendo in una notevole serie di disservizi che stanno scatenando forti malumori tra gli utilizzatori.

Tutta da affrontare sarà poi la questione dell’importazione nei gestionali da parte dei consulenti fiscali, con prelievo dei files XML o da piattaforme connesse a quella in uso, o massivamente (previa delega da parte del contribuente) da Fatture e Corrispettivi. Un aspetto, questo, sul quale torneremo in seguito, dopo aver testato con mano l’operatività, ma che già dalle prime prove effettuate dimostra quanto possa essere laborioso e dispendioso in termini di tempo rinunciare alla carta.   

Per il momento, è meglio concentrarsi sul primo step, ovvero riuscire ad inviare i files fattura in tempo utile, senza dimenticare che per il primo semestre 2019 non saranno erogate sanzioni laddove questo passaggio venga effettuato entro il termine della propria liquidazione IVA.

 

 

Questo Approfondimento fa parte del Dossier Fattura Elettronica

Riferimenti normativi: