
Lo Schema di decreto legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri il 4 giugno 2026 recepisce alcuni articoli della Direttiva UE n. 2024/1640 e modifica il D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231. L’intervento riguarda soprattutto le regole di accesso alle informazioni sui titolari effettivi e introduce una disciplina specifica per l’organismo che, presso il Consiglio Nazionale del Notariato, dovrà gestire in modo accentrato i dati antiriciclaggio.
Il Decreto, adottato in attuazione dell’art. 14 della Legge n. 91/2025, punta a superare l’idea di un accesso generalizzato e indiscriminato ai dati. Al suo posto viene costruito un sistema graduato, proporzionato e coerente con il quadro europeo, nel quale possono accedere alle informazioni solo determinate categorie di soggetti, secondo regole e finalità precise. La riforma, quindi, non si limita ad ampliare o restringere l’accesso al Registro. Il suo obiettivo è trovare un equilibrio più chiaro tra tre esigenze: trasparenza, prevenzione del riciclaggio e tutela della riservatezza del titolare effettivo. Il legislatore non interviene con semplici correzioni puntuali, ma ridisegna l’impianto complessivo. Vengono introdotti nuovi articoli, nuovi canali di accesso, nuove procedure di controllo e specifiche garanzie per la protezione dei dati personali.

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