
Negli ultimi anni il dropshipping si è affermato come uno dei modelli commerciali maggiormente utilizzati nell’ambito dell’e-commerce nazionale e internazionale. La possibilità di vendere prodotti senza detenere fisicamente le merci in magazzino ha consentito a numerosi operatori di avviare attività commerciali con investimenti limitati e ridotti costi logistici. Tuttavia, dietro l’apparente semplicità operativa si nascondono numerose problematiche di natura fiscale, IVA, contrattuale e doganale. La recente ordinanza della Corte di Cassazione n. 18398 dell’8 giugno 2026 ha inoltre fornito importanti chiarimenti sul trattamento IVA delle operazioni di vendita online effettuate mediante fornitori comunitari che spediscono direttamente i beni ai consumatori finali italiani. L’analisi della sentenza consente di comprendere come il modello del dropshipping debba essere correttamente inquadrato ai fini IVA e quali siano gli adempimenti che gli operatori devono osservare per evitare contestazioni fiscali.

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