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IVA

Buoni pasto e aliquote IVA: disciplina attuale e criticità nella riorganizzazione del tributo

Buoni pasto: disciplina IVA speciale; 4% tra emittente e datore, 10% con esercenti; restano criticità su bevande, supermercati e qualificazione operazioni

di Stefano Setti | 15 Giugno 2026
Buoni pasto e aliquote IVA: disciplina attuale e criticità nella riorganizzazione del tributo

La disciplina IVA dei buoni pasto si colloca in un’area complessa, nella quale si intrecciano regole sui buoni-corrispettivo, servizi sostitutivi di mensa aziendale, aliquote ridotte, certificazione dei corrispettivi e rapporti tra datore di lavoro, società emittente ed esercizi convenzionati. Il recepimento della Direttiva UE n. 2022/542 avrebbe dovuto condurre, sin dal 1° gennaio 2025, a una complessiva riorganizzazione delle aliquote IVA, ma l’intervento non risulta ancora compiutamente definito. In tale contesto, i buoni pasto continuano a essere disciplinati secondo le regole specifiche previste per i servizi sostitutivi di mensa aziendale, con applicazione dell’aliquota del 4% nei rapporti tra società emittente e datore di lavoro e dell’aliquota del 10% nei rapporti tra esercizi convenzionati e società emittente. Restano tuttavia aperte alcune questioni interpretative, soprattutto con riferimento all’utilizzo dei ticket presso supermercati, alla distinzione tra somministrazione e cessione di alimenti e bevande e all’eventuale futura revisione delle aliquote.

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Sintesi elaborata da MySolution IA:
I buoni pasto sono disciplinati da regole speciali IVA, con aliquota del 4% tra società emittente e datore di lavoro e del 10% tra esercizi convenzionati e società emittente. Rimangono aperte questioni interpretative su utilizzo presso supermercati, distinzione tra somministrazione e cessione di alimenti/bevande e future revisioni delle aliquote.