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Tutto Quesiti: Fattura elettronica nei rapporti con l’estero: profili operativi

di Stefano Setti | 21 Aprile 2026
Tutto Quesiti: Fattura elettronica nei rapporti con l’estero: profili operativi

Si presentano le risposte ai quesiti pervenuti in occasione della diretta streaming della 3ª Giornata del Percorso Specialistico “IVA 2026” dal titolo “Fattura elettronica nei rapporti con l’estero: profili operativi”.
La digitalizzazione dei processi fiscali ha trasformato radicalmente la gestione della fatturazione, rendendo imprescindibile la conoscenza delle regole sulla fattura elettronica nei rapporti con l’estero. L’incontro ha analizzato un quadro chiaro e aggiornato sulle novità normative e sulle best practice per la gestione della fatturazione elettronica internazionale, con un focus sulle evoluzioni nel corso del 2025. Sono approfonditi temi come gli obblighi e contenuti della fattura elettronica dal 1° gennaio 2021, la fine dell’esterometro (dal 1° luglio 2022) e l’invio dei dati tramite il Sistema di Interscambio (SdI) e le nuove regole in vigore dal 2025 per operazioni con l’estero. Un’analisi dettaglia utile a professionisti, aziende e consulenti che vogliono garantire compliance e efficienza nella gestione della fatturazione internazionale. 

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Sintesi elaborata da MySolution IA:
Il Regolamento UE n. 1042/2013 chiarisce che i servizi relativi a beni immobili includono l'elaborazione di progetti e disegni tecnici per immobili specifici, anche non ancora costruiti. Per la fatturazione tra soggetti nazionali, l'IVA al 22% si applica se la prestazione è generica e non direttamente collegata a un immobile estero. Le autofatture tardive possono beneficiare del cumulo giuridico per ridurre le sanzioni. La fattura elettronica si considera emessa al momento dell'invio allo SDI, indipendentemente dalla data riportata. La cessione di partecipazioni in società estere è esente da IVA ma territorialmente rilevante in Italia. Il passaggio dal regime forfetario a quello ordinario permette il recupero dell'IVA non detratta su beni strumentali e merci. Il credito IVA della società incorporata deve essere riportato nella dichiarazione IVA della società incorporante. Le autofatture per reverse charge tardivo devono rispettare la numerazione progressiva senza disallineamenti cronologici. Per i forfetari, è opportuno rimuovere la partita IVA italiana presso fornitori esteri per evitare obblighi di reverse charge