
Il rapporto tra adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili e modello di organizzazione, gestione e controllo ex D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231 costituisce oggi uno dei punti di maggiore tensione evolutiva del diritto dell’impresa. Se, sul piano testuale, il MOG 231 continua a presentarsi come strumento non generalizzato e strutturalmente volto all’esonero o alla mitigazione della responsabilità dell’ente, sul piano sistematico esso tende sempre più a divenire, almeno per le imprese esposte a rischio-reato significativo, una componente qualificante dell’adeguatezza degli assetti ex art. 2086, comma 2, c.c. La proposta di riforma elaborata dal Tavolo tecnico istituito presso il Ministero della Giustizia e consegnata al Ministro il 22 dicembre 2025 accentua ulteriormente tale convergenza, valorizzando la colpa di organizzazione, tipizzando i contenuti minimi del modello, rafforzando il ruolo delle linee guida e introducendo meccanismi premiali fino all’estinzione dell’illecito dell’ente.

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