
L’Agenzia delle Entrate, nel recente documento di prassi (circolare 19 febbraio 2026, n. 1/E), conferma l’inesistenza di una specifica disciplina IVA per gli enti del Terzo settore e rimanda alla verifica dei requisiti soggettivi, oggettivi e territoriali previsti dal Decreto IVA e, più in generale, ai contenuti della Direttiva n. 2006/112/CE, anche e soprattutto ai fini dell’assoggettamento al tributo e allo sviluppo dei relativi adempimenti. Di conseguenza, permangono criticità sulla valutazione della necessità, da parte degli ETS, di acquisire o meno la partita IVA per l’esercizio di determinate attività svolte, con le relative conseguenze.

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