Circolare monografica
TERZO SETTORE

Terzo Settore e IVA alla luce della circolare n. 1/E/2026

Presupposti impositivi, attività commerciale e criticità applicative

di Fabrizio G. Poggiani | 5 Marzo 2026
Terzo Settore e IVA alla luce della circolare n. 1/E/2026

L’Agenzia delle Entrate, nel recente documento di prassi (circolare 19 febbraio 2026, n. 1/E), conferma l’inesistenza di una specifica disciplina IVA per gli enti del Terzo settore e rimanda alla verifica dei requisiti soggettivi, oggettivi e territoriali previsti dal Decreto IVA e, più in generale, ai contenuti della Direttiva n. 2006/112/CE, anche e soprattutto ai fini dell’assoggettamento al tributo e allo sviluppo dei relativi adempimenti. Di conseguenza, permangono criticità sulla valutazione della necessità, da parte degli ETS, di acquisire o meno la partita IVA per l’esercizio di determinate attività svolte, con le relative conseguenze.

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Sintesi elaborata da MySolution IA:
Il D.Lgs. 117/2017 non introduce un regime IVA speciale per gli enti del Terzo settore, tranne per alcune associazioni che possono beneficiare di un regime forfetario. Gli ETS applicano le regole IVA ordinarie, verificando i presupposti soggettivi, oggettivi e territoriali previsti dal D.P.R. 633/1972 e dalla Direttiva 2006/112/CE. Le quote associative e i contributi a fondo perduto sono esclusi da IVA.