
Le bozze del modello IVA annuale 2026 (dichiarazione 2025), pubblicate il 19 dicembre 2025, confermano l’impianto complessivo del dichiarativo ma introducono due segnali di discontinuità ad alta valenza operativa. Da un lato, compaiono nuovi righi nei quadri VE e VJ per gestire l’opzione di assolvimento dell’IVA da parte del committente nel comparto trasporto-movimentazione-logistica, disciplinata dall’art. 1, commi 59-65, della Legge n. 207/2024 e dal Provvedimento AdE n. 309107/2025, con coerenti richiami di prassi (FAQ AdE 10 settembre 2025; circolare n. 14/2025). Dall’altro lato, il modello recepisce - quantomeno sul piano dichiarativo - l’arretramento delle penalizzazioni IVA “automatiche” per le società non operative ex art. 30, Legge n. 724/1994, dopo i rilievi di incompatibilità eurounitaria (artt. 9 e 167, Direttiva n. 2006/112/CE; CGUE 7 marzo 2024, causa C-341/22) e le disapplicazioni della Cassazione (tra cui Cass. nn. 27038/2025 e 25705/2025). Chiude il quadro un passaggio rilevante nelle istruzioni sul rimborso IVA: in linea con Ris. AdE n. 20/2025 e con Cass., SS.UU., n. 13162/2024, viene esplicitato che può rientrare nel perimetro del rimborso anche l’IVA su opere realizzate su beni di terzi, con ricadute pratiche su VX4 (codice 4) e sulla gestione delle correttive.

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