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FINE RAPPORTO DI LAVORO

Indennità sostitutiva del preavviso e natura risarcitoria: l’intervento della Suprema Corte

4 Settembre 2026
Indennità sostitutiva del preavviso e natura risarcitoria: l’intervento della Suprema Corte

La Cassazione – con sentenza del 21 luglio 2026, n. 23715 – è intervenuta sulla natura e sulla funzione dell’indennità sostitutiva del preavviso, nell’ambito di una controversia relativa al cambio di appalto e alla responsabilità solidale del committente.

La Suprema Corte ha ricordato che il preavviso assolve alla funzione di attenuare, per la parte che subisce il recesso, le conseguenze della cessazione del rapporto: in caso di licenziamento, consente al lavoratore di mantenere la continuità della retribuzione per il periodo necessario alla ricerca di una nuova occupazione; in caso di dimissioni, permette al datore di lavoro di organizzare la sostituzione del dipendente.

La Corte ha inoltre confermato la natura obbligatoria del preavviso: la parte recedente può scegliere tra la prosecuzione del rapporto durante il periodo di preavviso e la corresponsione dell’indennità sostitutiva, con effetto immediato della cessazione.

Particolarmente rilevante è il chiarimento sulla natura dell’indennità: la Cassazione esclude che abbia natura risarcitoria, qualificandola come corrispettivo dovuto per l’esercizio del diritto di far cessare immediatamente il rapporto. Proprio il collegamento con la retribuzione che sarebbe stata percepita durante il preavviso giustifica, nel caso esaminato, la riconducibilità dell’emolumento ai trattamenti tutelati dalla responsabilità solidale del committente ex art. 29, comma 2, D.Lgs. n. 276/2003.

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