
Secondo gli organi di stampa specializzata, è imminente la definizione di un decreto-legge da approvare il giorno in cui si celebra la Festa dei Lavoratori.
Da un punto di vista lavoristico, si segnalano i seguenti temi.
Andando nel dettaglio, dovrebbe essere introdotta un’indennità provvisoria della retribuzione pari al 30% del tasso di inflazione per i dipendenti privati a cui, dopo 6 mesi dalla scadenza, non è stato rinnovato il contratto scaduto.
Decorsi 12 mesi dalla scadenza senza rinnovo l’indennità sale al 60%.
Lo scopo dell’indennità è quello di spingere le imprese a rinnovare i contratti tramite accordi.
L’indennità provvisoria dovrebbe ricalcare l’IVC (indennità di vacanza contrattuale) ma estesa ai privati. Questa somma serve a coprire il gap inflattivo durante la vacanza contrattuale, evitando che il potere d’acquisto crolli mentre i sindacati e le imprese trattano.
Relativamente all’incremento del potere d’acquisto in busta paga dei lavoratori, il provvedimento dovrebbe confermare:
In merito agli incentivi occupazionali, si prevedono delle novità rispetto a quanto declinato nella legge di conversione del decreto-legge cd. Milleproroghe.
Nel dettaglio, si vuole prorogare a tutto il 2026 il bonus per le assunzioni degli under 35 (attualmente lo sgravio contributivo, già in vigore nel 2025, è stato rinnovato anche per il 2026, ma solo fino al 30 aprile p.v.).
Il bonus ha l’obiettivo di incentivare le assunzioni a tempo indeterminato per gli under 35 abbattendo il costo dei contributi per il datore di lavoro.
Per avere diritto allo sgravio contributivo è necessario che il neoassunto:
Il massimale dell’esonero è di € 500 al mese, che aumenta ad € 650 se l’assunzione è per una sede che si trova in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna, Marche e Umbria.
Il decreto dovrebbe estendere la durata anche del bonus assunzione donne, che il decreto Milleproroghe ha esteso fino al 31 dicembre 2026. L’intenzione è quella di continuare a spingere sull’occupazione femminile per fare in modo che l’Italia possa allinearsi alla media europea.
Infine, il decreto "Primo maggio" potrebbe intervenire anche sui rider, con l’inserimento di incentivi e agevolazioni fiscali per migliorare la sostenibilità del settore con il riconoscimento e la tutela di nuove forme di lavoro che si stanno diffondendo sempre di più con l’economia digitale.
Il decreto potrebbe introdurre l’obbligo di trasparenza sugli algoritmi che assegnano le consegne, per evitare discriminazioni e garantire che il compenso minimo orario sia rispettato indipendentemente dal numero di consegne.
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