
La Fondazione Studi Consulenti del Lavoro – con Circolare del 6 marzo 2026, n. 2 – ha fornito dei chiarimenti sulle misure fiscali mirate a sostenere il reddito dei lavoratori dipendenti del settore privato attraverso una riduzione dell’imposizione su specifiche componenti della retribuzione.
Nel dettaglio, viene precisato il regime fiscale agevolato applicabile agli incrementi retributivi derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi nazionali e ad alcune indennità connesse a particolari modalità di svolgimento della prestazione lavorativa.
Le nuove disposizioni prevedono l’applicazione di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali pari al 5% sugli aumenti salariali riconosciuti nel 2026 in attuazione di rinnovi contrattuali sottoscritti nel triennio 2024-2026, nonché una tassazione sostitutiva del 15% su specifiche maggiorazioni e indennità, entro determinati limiti.
La disciplina, chiarita dall’Agenzia delle Entrate con la Circolare n. 2/E del 24 febbraio 2026, incide direttamente sulla gestione delle buste paga e sulle modalità operative dei sostituti d’imposta, determinando effetti concreti sul netto percepito dai lavoratori e sul potere di acquisto delle retribuzioni.
Riferimenti normativi:
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