
La Cassazione – con sentenza del 12 febbraio 2026, n. 3103 – è intervenuta in merito ad una questione afferente un dirigente medico che era stato condannato in primo grado al risarcimento dei danni verso un medico psichiatra per via delle condotte persecutorie e vessatorie poste in essere ai suoi danni e che avevano provocato un totale esautoramento dalle sue funzioni.

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