
La Corte di cassazione – con ordinanza 7 gennaio 2026, n. 381 – ha rigettato il ricorso proposto dall’INPS avverso la decisione della Corte d’appello che aveva riconosciuto il diritto di una lavoratrice a percepire la NASpI, nonostante la successiva declaratoria di illegittimità del licenziamento e la condanna del datore di lavoro alla reintegra.

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