Commento
FINE RAPPORTO DI LAVORO

Il patto di non concorrenza

di Simone Baghin | 2 Aprile 2026
Il patto di non concorrenza

La non concorrenza al termine del rapporto di lavoro è un tema sensibile da parte delle Aziende soprattutto avendo a riferimento quelle figure considerate strategiche (non necessariamente i commerciali) e la cui uscita dall’azienda può comportare delle situazioni di difficoltà alle aziende.

Tra le politiche di retention un ruolo centrale lo assume il patto di non concorrenza che rappresenta uno strumento di natura legale e contrattuale attraverso il quale l’Azienda vincola la capacità a contrarre un ulteriore lavoro al termine del rapporto di lavoro.

Trattandosi però di un accordo che può limitare la capacità di contrattare un'altra occupazione e di reddito del lavoratore post rapporto di lavoro, la sua predisposizione comporta particolare attenzione da parte delle aziende al fine di bilanciare i limiti imposti con quello che è il diritto al lavoro del lavoratore costituzionalmente garantito.

Contenuto riservato agli
Abbonati MySolution

Sei già Abbonato?

Esegui qui l'accesso

Non sei ancora Abbonato?

Richiedi info
Promo 15 giorni
Sintesi elaborata da MySolution IA:
Il patto di non concorrenza limita la libertà contrattuale del lavoratore post-rapporto. Valido solo se scritto, con corrispettivo e limiti di oggetto, tempo (max 5 anni per dirigenti, 3 per altri) e luogo.