Commento
FINE RAPPORTO DI LAVORO

Licenziamento, patto di non concorrenza e corrispettivo: la Cassazione ribadisce la distinzione tra determinabilità e congruità

di Giovanni Improta | 16 Febbraio 2026
Licenziamento, patto di non concorrenza e corrispettivo: la Cassazione ribadisce la distinzione tra determinabilità e congruità

Con l’Ordinanza n. 436 dell’8 gennaio 2026  in commento, la Corte di Cassazione torna ad occuparsi della validità del patto di non concorrenza ex art. 2125 c.c., con particolare riferimento al requisito del corrispettivo, affermando che la previsione di un corrispettivo determinato su base annua, ancorché parametrato alla durata del rapporto di lavoro, integra il requisito della determinabilità richiesto dall’art. 2125 c.c., restando la durata rilevante ai soli fini della valutazione della congruità del compenso.

La decisione quindi si segnala per la riaffermazione di un principio ormai consolidato: la durata del rapporto di lavoro non incide sulla determinabilità dell’oggetto, ma semmai sulla valutazione della congruità del compenso pattuito.

Contenuto riservato agli
Abbonati MySolution

Sei già Abbonato?

Esegui qui l'accesso

Non sei ancora Abbonato?

Richiedi info
Promo 15 giorni
Sintesi elaborata da MySolution IA:
Il patto di non concorrenza richiede un corrispettivo congruo e determinabile. La Cassazione conferma la validità di un compenso annuo, indipendentemente dalla durata del rapporto, valutando solo la congruità del sacrificio imposto al lavoratore.