Circolare monografica
TRASFERTA DEL LAVORATORE

Trasferte e rimborsi spese: la tracciabilità riscrive le regole fiscali

Chiarimenti operativi per la gestione delle trasferte e dei rimborsi spese e le differenze di trattamento tra spese sostenute in Italia e all’estero

di Francesco Geria - LaborTre Studio Associato | 10 Febbraio 2026
Trasferte e rimborsi spese: la tracciabilità riscrive le regole fiscali

Con la Circolare 22 dicembre 2025, n. 15/E, l’Agenzia delle Entrate interviene a chiarire il nuovo quadro fiscale in materia di tracciabilità dei pagamenti, applicabile dal periodo d’imposta 2025, quale condizione per la non imponibilità dei rimborsi spese ai lavoratori dipendenti e assimilati e per la deducibilità dei relativi costi in capo a imprese e professionisti.

I chiarimenti, giunti solo a fine anno, coordinano le modifiche apportate al TUIR dal D.Lgs. n. 192/2024, dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207/2024 ) e dal D.L. n. 84/2025, soffermandosi in particolare sulle spese di vitto, alloggio, viaggio e trasporto, nonché sulle spese di rappresentanza, e precisando quando la tracciabilità costituisce un requisito fiscale imprescindibile.

Con il presente articolo, vogliamo analizzare i principali contenuti della circolare, evidenziando le ricadute operative per la gestione delle trasferte e dei rimborsi spese e le differenze di trattamento tra spese sostenute nel territorio dello Stato e all’estero.

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Sintesi elaborata da MySolution IA:
La trasferta è lo spostamento temporaneo del lavoratore da un luogo di lavoro abituale a un altro. La sua durata massima è di 240 giorni, ma non c'è una definizione normativa precisa. Il trattamento economico varia a seconda della modalità di rimborso: forfettario, misto o analitico. Le spese sostenute durante la trasferta devono essere documentate e pagate con mezzi tracciabili per essere esenti da imposizione fiscale.