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Imprese artigiane: nuove regole per società, requisiti professionali e unità locali

29 Ottobre 2026
Imprese artigiane: nuove regole per società, requisiti professionali e unità locali

Il Consiglio dei ministri ha approvato il 28 ottobre 2026, in esame preliminare, uno schema di decreto legislativo che modifica la legge 8 agosto 1985, n. 443, recante la disciplina quadro dell'artigianato.

Il provvedimento, adottato in attuazione dell'art. 15 della legge 11 marzo 2026, n. 34 (legge annuale sulle piccole e medie imprese), punta ad aggiornare la disciplina del settore alla luce dell'evoluzione tecnologica, delle nuove modalità organizzative e dei cambiamenti del mercato. Le modifiche interessano diversi aspetti della gestione delle imprese artigiane, dalla qualificazione delle società ai requisiti professionali, fino all'organizzazione delle unità locali e agli adempimenti presso l'Albo delle imprese artigiane.

Qualifica artigiana delle società: rileva la maggioranza del capitale - Una delle principali novità riguarda i criteri per il riconoscimento della qualifica artigiana alle imprese costituite in forma societaria. Per le società diverse dalle società per azioni e dalle società in accomandita per azioni, il requisito viene collegato alla maggioranza del capitale sociale, anziché al numero dei soci. In particolare, la maggioranza del capitale dovrà essere detenuta da soci che prestano prevalentemente il proprio lavoro nel processo produttivo, fermo restando il principio secondo cui, nell'impresa, il lavoro deve avere una funzione preminente rispetto al capitale.

Responsabile tecnico: prevista la sostituzione temporanea - Per le attività che richiedono specifici requisiti tecnico-professionali, questi potranno essere posseduti direttamente dall'imprenditore artigiano oppure da un collaboratore che assuma la qualifica di responsabile tecnico. In caso di temporaneo impedimento del responsabile tecnico, sarà possibile designare un sostituto per un periodo massimo di 30 giorni, prorogabile fino a 90 giorni in presenza di comprovati motivi di salute o di altre cause documentate. La disposizione introduce quindi una maggiore flessibilità nella gestione delle attività soggette a particolari requisiti professionali.

Fino a tre unità locali, anche fuori dalla circoscrizione camerale - Lo schema di decreto prevede che l'impresa artigiana possa avvalersi di non più di tre unità locali artigiane, anche situate al di fuori della circoscrizione della Camera di commercio presso cui ha sede. Le unità locali potranno essere destinate allo svolgimento di singole fasi del processo produttivo oppure ad attività amministrative e gestionali. Dovrà comunque essere garantita la direzione e la gestione da parte dell'imprenditore artigiano, anche mediante l'utilizzo di strumenti digitali.

Iscrizione all'Albo e aggregazioni tra imprese - Sul fronte degli adempimenti amministrativi, viene previsto l'utilizzo della Comunicazione unica per la nascita dell'impresa per la presentazione della dichiarazione di iscrizione all'Albo delle imprese artigiane, nonché per le successive variazioni e per la cessazione dell'attività. Per quanto riguarda consorzi e società consortili, l'individuazione delle piccole e medie imprese ammesse alla partecipazione farà riferimento ai criteri contenuti nella raccomandazione della Commissione europea 2003/361/CE.

Maestro artigiano e bottega-scuola - Il provvedimento interviene anche sulla valorizzazione delle competenze professionali e sulla trasmissione dei mestieri artigiani. Le Regioni e le Province autonome potranno definire, sentite le associazioni datoriali dell'artigianato maggiormente rappresentative, le modalità per il riconoscimento delle figure del maestro artigiano o di mestiere e della bottega-scuola. Il riconoscimento potrà avvenire anche nell'ambito degli strumenti di bilateralità previsti dalla contrattazione collettiva. È inoltre prevista l'istituzione, presso il Ministero delle imprese e del Made in Italy, di una Commissione consultiva per l'artigianato, chiamata a esprimere pareri sulla politica di programmazione nazionale del settore e sull'aggiornamento dell'elenco delle attività artigiane.

Riferimenti normativi:

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