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Accertamento e contenzioso

Bar e caffetterie nel mirino del Fisco: focus sull’annualità 2023

6 Agosto 2026
Bar e caffetterie nel mirino del Fisco: focus sull’annualità 2023

Si moltiplicano in questo periodo gli accessi brevi e gli schemi di atto rivolti a bar e caffetterie, tutti concentrati sul periodo d’imposta 2023. Il focus su tale annualità è dovuto a tre linee di lavoro dell’Amministrazione finanziaria basate rispettivamente: sulle comunicazioni di anomalia ISA, la mancata adesione al CPB e metodologie di ricostruzione del reddito dedicate.

Comunicazioni di anomalie ISA

Con il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 305720 del 24 luglio 2025 è partita la campagna riferita proprio al periodo d’imposta 2023: si tratta di segnalazioni non impugnabili, ma che alimentano le liste di selezione dei contribuenti da sottoporre a verifica fiscale. Sul fronte IVA, il provvedimento n. 369141 del 9 ottobre 2025 ha avviato l’analoga campagna sulle divergenze fra dichiarazione annuale, corrispettivi telematici e fatture elettroniche.

CPB

Il 2023 è l’annualità su cui sono state costruite le proposte per la prima adesione all’istituto del Concordato preventivo biennale (CPB) relativo al biennio 2024-2025: l’art. 34, comma 2, del D.Lgs. n. 13/2024 impegna espressamente l’Agenzia e la Guardia di finanza a impiegare maggiore capacità operativa per intensificare i controlli sui soggetti che non aderiscono al concordato o ne decadono. Per chi non ha aderito, il 2023 resta l’ultimo anno pienamente accertabile senza la protezione del patto.

Metodologia di controllo

Per il codice ATECO “56.30.00” - Bar e altri esercizi simili senza cucina l’Agenzia dispone da tempo di una metodologia di controllo dedicata. È qui giusto il caso di ricordare che tale codice attività è stato suddiviso nella nuova classificazione ATECO 2025 in codici più specifici a seconda della tipologia di esercizio, tra cui il 56.30.01 per bar e caffetterie e il 56.30.02 per cocktail bar e wine bar.

La metodologia di controllo in argomento indica in modo puntuale ai verificatori i percorsi da seguire durante l’accesso:

  • rilevazione del listino,
  • ricostruzione dei consumi dagli acquisti di caffè in grani e di tazzine,
  • confronto fra ricarico dichiarato e ricarico del campione.

È lo schema che si ritrova, quasi immutato, negli atti in circolazione. Appare utile ricordare che secondo la Cassazione il metodo del ricarico può essere usato:

  • sia nell’accertamento analitico-induttivo
  • sia in quello induttivo puro.

Nel primo caso l’inattendibilità delle scritture è conclusione e non presupposto.

Il contesto: più controlli e più incroci

Il PIAO (Piano Integrato di Attività e Organizzazione) 2026-2028 fissa per il 2026 un obiettivo di 530.000 controlli sostanziali su imposte dirette, IVA e IRAP, con un incremento dei controlli ordinari del 18% rispetto al 2024 e 75.000 posizioni analizzate insieme alla Guardia di finanza. Sul versante della compliance, a Telefisco 2026 è stato annunciato un obiettivo superiore a due milioni di lettere nell’anno. Dal 1° gennaio 2026, inoltre, è operativo il collegamento fra registratore telematico e strumenti di pagamento elettronico.

Segnale

Origine del dato

Che cosa comporta

Punteggio ISA basso o indicatori incoerenti

Modello ISA 2024, a.i. 2023

Comunicazione di anomalia e inserimento in lista di selezione

Divergenza fra dichiarazione IVA e corrispettivi

Corrispettivi telematici e fatture elettroniche

Lettera di compliance e possibile accesso

Mancata adesione al concordato o decadenza

Art. 34, comma 2, D.Lgs. n. 13/2024

Priorità nella programmazione dei controlli

Ricarico dichiarato inferiore alla mediana del campione

Banche dati di settore

Accertamento analitico-induttivo ex art. 39, comma 1, lett. d)

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