
In questi mesi l’Agenzia delle Entrate sta focalizzando l’attenzione sulla detenzione di cripto-attività ante 2023 e relative plusvalenze. Dopo anni di attenzione da parte di UIF e Guardia di finanza sul rischio di utilizzi opachi e di possibili schemi elusivi, stanno iniziando ad arrivare le “famigerate” lettere di compliance ai contribuenti che, dalle banche dati disponibili, risultano aver movimentato o detenuto asset digitali senza una piena coerenza con gli obblighi dichiarativi.

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