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Remunerazione del socio-amministratore nelle s.r.l. a base ristretta: profili fiscali di compensi, dividendi e Tfm

30 Giugno 2026
Remunerazione del socio-amministratore nelle s.r.l. a base ristretta: profili fiscali di compensi, dividendi e Tfm

Nelle s.r.l. a ristretta base partecipativa la coincidenza tra socio e amministratore comporta la necessità di valutare in modo coordinato le modalità di remunerazione della prestazione, attraverso compenso specifico, distribuzione di utili e trattamento di fine mandato (TFM), strumenti che presentano differenti effetti fiscali e patrimoniali.

Il compenso dell’amministratore, ai sensi degli artt. 50 e 95 del TUIR, può costituire ai fini fiscali reddito assimilato a lavoro per il percettore e costo deducibile per la società, purché sia deliberato preventivamente dall’assemblea e rispetti i requisiti di inerenza.

Sul piano dei controlli, la giurisprudenza di legittimità ha riconosciuto all’Amministrazione finanziaria il potere di sindacare la deducibilità dei costi in presenza di manifesta antieconomicità o sproporzione rispetto all’attività d’impresa, anche in assenza di irregolarità contabili, secondo un principio consolidato affermato, tra le altre, da Cass. civ., Sez. V, n. 12813/2000, che legittima la rettifica dei componenti negativi ritenuti non coerenti con la realtà economica dell’impresa.

La distribuzione dei dividendi, qualificata come reddito di capitale ai sensi dell’art. 44 TUIR, è soggetta per le persone fisiche all’imposta sostitutiva del 26% e non è deducibile dal reddito della società, poiché gli utili sono già tassati in capo alla stessa mediante IRES. Tuttavia:

  • è uno strumento più semplice sul piano gestionale
  • non incide sul conto economico come costo d’esercizio
  • può risultare utile per mantenere indicatori patrimoniali più solidi

Il TFM (trattamento di fine mandato) rappresenta invece una forma di remunerazione differita dell’amministratore disciplinata dagli artt. 17 e 105 del TUIR e consente la deduzione per competenza degli accantonamenti, mentre la tassazione in capo al percettore avviene per cassa al momento dell’erogazione, anche con possibile applicazione del regime di tassazione separata nei limiti previsti.

La Corte di Cassazione ha chiarito che la deducibilità degli accantonamenti è subordinata alla presenza di:

  • un atto scritto
  • con data certa anteriore all’inizio del rapporto
  • e alla determinazione o determinabilità dell’importo

come ribadito da Cass. civ., Sez. V, ord. n. 13540/2025, escludendo la possibilità di riconoscere il beneficio fiscale in assenza di tali requisiti formali.

In tale contesto, la pianificazione della remunerazione del socio-amministratore richiede una valutazione complessiva che tenga conto di:

  • coerenza economica delle scelte
  • impatto fiscale complessivo
  • rispetto dei principi di inerenza e antieconomicità elaborati dalla giurisprudenza tributaria

al fine di ridurre il rischio di contestazioni in sede di accertamento.

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