
Il Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 172588 del 9 giugno 2026 disciplina le nuove comunicazioni per la promozione dell’adempimento spontaneo in caso di mancata presentazione della dichiarazione IVA 2025, invio senza quadro VE o VJ, ovvero con operazioni attive dichiarate fino a 1.000 euro a fronte di fatture elettroniche e corrispettivi che evidenziano un volume d’affari ben più elevato.
Per i commercialisti ciò comporta un duplice piano di intervento:
Oggetto del Provvedimento e platea interessata - Il Provvedimento n. 172588/2026 dà attuazione ai commi 634-636 della Legge n. 190/2014 per l’anno d’imposta 2025, con focus specifico sulla dichiarazione IVA/2026. Le comunicazioni sono indirizzate ai soggetti passivi IVA per i quali, in base ai dati delle fatture elettroniche e dei corrispettivi telematici, emergono scostamenti significativi rispetto alla dichiarazione IVA presentata (o non presentata). Rientrano nell’ambito di applicazione:
Fonti dati e tipologia di anomalie - L’Agenzia utilizza in modo integrato i dati delle fatture elettroniche emesse, dei corrispettivi giornalieri memorizzati e trasmessi, nonché delle fatture elettroniche ricevute. Per la verifica delle operazioni attive, il riferimento è al volume d’affari indicato al rigo VE50, aumentato delle cessioni di beni ammortizzabili e dei passaggi interni indicati a VE40.
Le principali anomalie riscontrabili sono:
In chiave operativa di studio, ciò impone:
Contenuto e canali delle comunicazioni di compliance - La comunicazione viene trasmessa via PEC al domicilio digitale del contribuente come risultante dalle norme su domicilio digitale e obbligo di PEC (D.L. n. 185/2008 e D.L. n. 179/2012). Le stesse informazioni sono poi consultabili nell’area riservata del sito dell’Agenzia, sezione “L’Agenzia scrive” presente nel Cassetto fiscale e nel portale “Fatture e Corrispettivi”.
Per lo studio, è utile impostare:
Ruolo del consulente tra interlocuzione e ravvedimento - Il contribuente, anche tramite intermediari abilitati ex art. 3, comma 3, D.P.R. n. 322/1998, può chiedere chiarimenti all’Agenzia o segnalare elementi non conosciuti mediante i canali indicati nella comunicazione. Non è invece possibile rispondere direttamente alla PEC mittente, in quanto la casella non è abilitata a ricevere messaggi in entrata. Sul piano operativo il commercialista deve:
È inoltre prevista la messa a disposizione dei dati alla Guardia di Finanza tramite strumenti informatici, la quale tratterà i dati come Titolare autonomo. Questo rafforza il rilievo prudenziale delle comunicazioni: la mancata regolarizzazione può tradursi in input per successive attività istruttorie.
Regolarizzazione: termini, strumenti e cautele - Per mancata dichiarazione IVA 2025, il contribuente può presentare la dichiarazione entro 90 giorni dal 30 aprile 2026, versando imposte, interessi e sanzioni ridotte ex art. 13, comma 1, lett. c), D.Lgs. n. 472/1997. Si tratta, quindi, di una “dichiarazione tardiva” nei termini di Legge, con il beneficio di un ravvedimento operoso rafforzato, purché non siano già stati notificati atti di liquidazione, irrogazione sanzioni o accertamento, né comunicate irregolarità ex artt. 36-bis D.P.R. n. 600/1973, 54-bis D.P.R. n. 633/1972 e 36-ter D.P.R. n. 600/1973. Per errori e omissioni in dichiarazione presentata, il contribuente può inviare una dichiarazione integrativa IVA/2025, versando le maggiori imposte dovute, gli interessi e le sanzioni in misura ridotta ai sensi dell’art. 13 D.Lgs. n. 472/1997. Restano dovute, in sede di ravvedimento autonomo, le sanzioni ridotte per le cosiddette “violazioni prodromiche” (es. omessa fatturazione, omessa certificazione dei corrispettivi), che vanno valutate caso per caso. In pratica lo studio dovrebbe:
In chiave operativa, può essere utile strutturare nello studio una procedura standard per la gestione delle comunicazioni, articolata in fasi:
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Fase |
Attività principali |
Output atteso |
Note operative |
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Fase 1 - Intercettazione comunicazione |
Monitoraggio costante della PEC e della sezione “L’Agenzia scrive” per tutti i clienti delegati |
Individuazione tempestiva delle comunicazioni di compliance IVA 2025 |
Possibile delegare a una risorsa di studio con report giornaliero |
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Registrazione della comunicazione in un gestionale interno con numero atto e scadenze rilevanti |
Scheda pratica per ciascun cliente con dati essenziali della comunicazione |
Utile prevedere campi per stato pratica (aperta/chiusa/in lavorazione) |
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Fase 2 - Analisi tecnica |
Estrazione dei dati SdI e corrispettivi per l’anno 2025 |
Prospetto riepilogativo fatture emesse/ricevute e corrispettivi telematici |
Può essere strutturato per mese e per aliquota IVA |
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Confronto con dichiarazione IVA/2026 (quadri VE, VJ, VE40, VE50) e contabilità IVA |
Check-list di coerenza tra dati contabili, dichiarativi e telematici |
Evidenziare differenze numeriche e possibili cause dell’anomalia |
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Fase 3 - Scelta della strategia |
Se anomalia infondata: predisposizione della risposta tramite i canali indicati, con prospetti di riconciliazione allegati |
Bozza di risposta tecnica da sottoporre al cliente e inviare all’Agenzia |
Importante conservare calcoli e riconciliazioni a supporto |
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Se anomalia fondata: valutazione tra dichiarazione tardiva o integrativa e ravvedimento con simulazione imposte e sanzioni |
Report di simulazione economica (imposte, interessi, sanzioni) |
Da condividere con il cliente per la scelta consapevole della soluzione |
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Fase 4 - Esecuzione e archiviazione |
Invio delle eventuali istanze/segnalazioni all’Agenzia |
Prova di invio/trasmissione archiviata nel fascicolo elettronico del cliente |
Verificare ricevute e protocolli per eventuali futuri controlli |
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Presentazione dichiarazione tardiva/integrativa e versamento con ravvedimento; archiviazione completa della pratica Presentazione di dichiarazione tardiva/integrativa e versamenti correlati. Conservazione di tutta la documentazione a supporto, anche in ottica di futuri controlli o contenzioso. |
Fascicolo “compliance IVA 2025” completo (comunicazione, analisi, atti inviati, F24) |
Utile per difesa in caso di controlli o contestazioni successive |
Il provvedimento in sintesi:
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Profilo |
Contenuto principale |
Riferimento provvedimento |
Impatto operativo per lo studio |
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Contribuenti interessati |
Soggetti passivi IVA con mancata dichiarazione 2025, quadro VE assente o con attivo ≤ 1.000 euro, quadro VJ mancante a fronte di reverse charge |
Punto 1.1 |
Individuare i clienti “a rischio” in base a contabilità e dati SdI/corrispettivi |
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Fonti dati |
Fatture elettroniche emesse e ricevute, corrispettivi giornalieri telematici |
Punto 1.1 |
Riconciliare sistematicamente volumi d’affari e operazioni in reverse charge con la dichiarazione IVA |
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Canali comunicazione |
PEC al domicilio digitale; area riservata “L’Agenzia scrive” in Cassetto fiscale e Fatture e Corrispettivi |
Punti 2.1-2.2 |
Attivare un presidio strutturato su PEC e area riservata, con smistamento interno tempestivo |
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Contenuto comunicazione |
Dati identificativi, estremi dichiarazione, descrizione anomalia, modalità di interlocuzione e di regolarizzazione |
Punto 1.2 |
Predisporre un modello interno di check-list per l’analisi di ogni comunicazione ricevuta |
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Interlocuzione con AE |
Richieste di informazioni o segnalazioni tramite canali indicati; PEC mittente non ricevente |
Punto 3.1 |
Centralizzare la gestione delle risposte in studio, evitando invii non conformi alla PEC mittente |
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Messa a disposizione GdF |
Trasmissione informatica dei dati alla Guardia di Finanza, Titolare autonomo |
Punto 4.1 |
Valutare le comunicazioni di compliance anche come potenziale “pre-contenzioso” e orientare il cliente a regolarizzarsi |
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Regolarizzazione mancata dichiarazione |
Dichiarazione IVA 2025 entro 90 giorni dal 30.4.2026, con imposte, interessi e sanzioni ridotte ex art. 13, comma 1, lett. c), D.Lgs. n. 472/1997 |
Punto 5.1 |
Calendarizzare le scadenze, stimare i costi del ravvedimento, proporre piani di rientro personalizzati ai clienti |
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Regolarizzazione errori/omissioni |
Dichiarazione integrativa e ravvedimento operoso ex art. 13 D.Lgs. n. 472/1997; violazioni prodromiche da ravvedere autonomamente |
Punto 5.2 |
Predisporre schemi di calcolo standard e procedure interne per le integrative IVA |
Riferimenti normativi:
Sullo stesso argomento:Dichiarazione IVA
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