
L’Osservatorio delle libere professioni - con approfondimento del 6 marzo 2026, dal titolo “Le donne nelle libere professioni: Numeri e tendenze demografiche-Divari reddituali di genere”, basato sui dati delle Casse di previdenza raccolti da Adepp - ha analizzato l’andamento del divario reddituale di genere attraverso un indicatore specifico: l’Indice di parità reddituale nelle professioni (IPRP). Tale indice esprime il reddito medio delle professioniste come percentuale del reddito medio dei colleghi uomini, consentendo di misurare in modo immediato il grado di equilibrio economico tra i due generi.
L’analisi evidenzia un dato particolarmente significativo: negli ultimi dieci anni il divario reddituale tra professionisti e professioniste non si è ridotto, ma ha registrato un progressivo ampliamento. L’IPRP, infatti, passa dal 59,8% nel 2014 al 53,7% nel 2024, indicando che le donne percepiscono mediamente poco più della metà del reddito dei colleghi uomini.
Nel dettaglio, l’indice registra una prima riduzione già tra il 2014 e il 2015, con una diminuzione di circa un punto percentuale. Negli anni successivi la tendenza negativa prosegue: nel 2017 si registra un ulteriore calo, seguito da una progressiva riduzione fino al 2018, quando l’indice si attesta intorno al 55%.
Il valore rimane sostanzialmente stabile fino al 2021, mentre il biennio 2022-2023 evidenzia un nuovo peggioramento che porta l’indice al minimo storico del 53,3%. Solo nel 2024 si osserva un lieve miglioramento, che tuttavia non modifica il quadro generale di persistente disparità.
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