Terminata la pausa estiva, il Governo si prepara ad affrontare la partita più importante dell’anno: la Legge di Bilancio 2026. Nei prossimi mesi, infatti, prenderà forma il testo, che dovrà arrivare in Parlamento entro la fine dell’anno, dopo il passaggio obbligato dalla Nota di Aggiornamento al Def in programma per settembre. Gli obiettivi sono chiari, ma restano i nodi delle risorse limitate e del rispetto dei nuovi vincoli europei sul debito e sulla spesa primaria. La sfida dell’esecutivo sarà trovare un equilibrio tra promesse politiche e sostenibilità dei conti pubblici, evitando di scontentare famiglie, imprese e Bruxelles.
Il cuore della Manovra: taglio IRPEF al ceto medio - La misura simbolo del Governo riguarda il taglio dell’IRPEF sui redditi medi. Dopo l’accorpamento degli scaglioni nel 2024, l’idea è di ridurre dal 35% al 33% l’aliquota sui redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro, con possibile estensione fino a 60.000 euro. Il beneficio stimato per i contribuenti interessati varia tra i 440 e i 660 euro l’anno, con un impatto positivo sui consumi delle famiglie. Tuttavia, la misura rappresenta un costo per lo Stato di circa 4 miliardi di euro, che richiederanno coperture certe per evitare squilibri di bilancio.
Rottamazione quinquies delle cartelle - Tra le ipotesi sul tavolo c’è una nuova sanatoria fiscale, la cosiddetta rottamazione quinquies delle cartelle esattoriali. L’obiettivo è alleggerire il carico di un “magazzino fiscale” arrivato a oltre 1.300 miliardi di euro. La sanatoria dovrebbe però essere più selettiva rispetto al passato: l’idea è di limitare l’accesso a determinate categorie di contribuenti, con possibilità di saldo e stralcio parziale per i debiti minori. Una misura che potrebbe ridurre il contenzioso e generare entrate immediate, ma che rischia di apparire iniqua nei confronti dei contribuenti regolari.
Pensioni: flessibilità e stop all’aumento automatico - Il capitolo previdenziale si annuncia uno dei più delicati. Dal 2027 è previsto l’aumento automatico dell’età pensionabile da 67 a 67 anni e 3 mesi, ma il Governo punta a sterilizzare questa norma, con un costo stimato di almeno 300 milioni di euro l’anno. Si discute anche sull’introduzione di una pensione anticipata a 64 anni, oggi accessibile solo a chi è nel sistema contributivo puro: l’idea è di estenderla anche ai lavoratori nel sistema misto, ma con assegno calcolato interamente col metodo contributivo. Inoltre, si valuta l’uso del Tfr e dei fondi pensione complementari per integrare i requisiti minimi di assegno.
Infine, sul tavolo c’è una revisione di Opzione Donna, la misura che negli ultimi anni ha visto ridursi la propria platea. Viceversa, sono ormai escluse le ipotesi più costose come la Quota 41 per tutti e la proroga di Quota 103.
Il nodo delle risorse - Il problema resta lo stesso: le coperture. La Ragioneria generale dello Stato ha richiamato tutte le amministrazioni a una gestione rigorosa, senza nuovo debito, ma con tagli o risparmi equivalenti a ogni nuova spesa. Le regole europee richiedono una pianificazione fino al 2032, garantendo che la crescita della spesa primaria netta rimanga sotto controllo. Di fatto, ogni misura dovrà essere dimostrata sostenibile nel medio-lungo termine, e non solo nel bilancio annuale.
Ambito |
Misura proposta |
Benefici/Obiettivi |
Costi stimati |
Stato attuale |
Fisco - IRPEF |
Riduzione aliquota dal 35% al 33% sui redditi 28-50k € (possibile estensione 60k €) |
Sollievo per il ceto medio, +440/660 € annui |
~4 miliardi € |
Da confermare, legata a coperture |
Fisco - Sanatoria |
Rottamazione quinquies cartelle |
Riduzione contenzioso, pulizia magazzino fiscale >1300 mld € |
Entrate variabili, rischi equità |
Ipotesi in valutazione |
Pensioni - Età |
Stop aumento automatico età pensionabile 2027 (67 e 3 mesi) |
Evita innalzamento requisiti per vecchiaia |
≥300 milioni €/anno |
Probabile intervento |
Pensioni - Anticipata |
Estensione pensione anticipata a 64 anni anche al sistema misto (calcolo contributivo) |
Maggiore flessibilità in uscita |
Costi da valutare |
Proposta politica |
Opzione Donna |
Revisione requisiti per ampliare platea |
Rilancio misura a favore lavoratrici |
Costi contenuti ma incerti |
In discussione |
Quota 41 / Quota 103 |
Abbandono delle ipotesi più onerose |
Salvaguardia conti pubblici |
- |
Misure escluse |
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