
La Corte d’Appello di Roma, con la sentenza n. 765/2026, chiarisce i confini dell’obbligo di segnalazione delle operazioni sospette in materia antiriciclaggio. I giudici escludono che il professionista possa essere sanzionato per la mancata segnalazione sulla base di meri indici di anomalia o della sola provenienza estera delle somme, ribadendo che il sospetto deve fondarsi su una valutazione concreta e complessiva dell’operazione. La decisione offre importanti indicazioni operative sul concetto di condotta esigibile e sui limiti degli approfondimenti richiesti a notai e professionisti nell’ambito dell’adeguata verifica della clientela.

Errore di accesso al sistema, riprova tra qualche minuto
Prova nuovamente ad eseguire l'accessoATTENZIONE: 10 tentativi rimasti prima di bloccare l'account.
Se non ricordi la password clicca qui
Operazione riuscita correttamente
Si è verificato un errore, riprova più tardi
Funzionalità non abilitata per utenti Demo
La funzione di ricerca è disponibile solo per gli utenti abbonati