
Le conclusioni dell’Avvocato Generale della Corte di Giustizia dell’Unione Europea nella causa C-308/25 riaccendono il dibattito sulla compatibilità dei condoni fiscali italiani con il diritto unionale. Nel mirino finisce la definizione agevolata delle controversie tributarie introdotta dalla Legge n. 197/2022, che consentiva la chiusura delle liti IVA mediante il pagamento di una quota ridotta dell’imposta contestata. Se la Corte confermerà l’orientamento espresso dall’Avvocato Generale, non sarà soltanto il condono IVA del 2023 a essere travolto, ma verrà messa in discussione la stessa affidabilità degli strumenti di pacificazione fiscale. Il rischio è che contribuenti e professionisti si trovino di fronte a un paradosso: aderire a una misura prevista dalla legge senza poter essere certi della sua stabilità nel tempo.

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