
L’introduzione, ad opera dell’art. 1, comma 857, della Legge n. 207/2024, di un sistema strutturato di monitoraggio sui contributi statali di “entità significativa” rappresenta uno dei passaggi più incisivi degli ultimi anni in tema di ampliamento delle funzioni attribuite agli organi di controllo societari. Il D.P.C.M. attuativo - ormai prossimo alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale - non si limita infatti a rafforzare gli obblighi informativi verso l’amministrazione centrale, ma ridefinisce in modo sostanziale il ruolo di collegi sindacali, sindaco unico e revisori legali nei confronti dei soggetti beneficiari di finanziamenti pubblici rilevanti. Per i componenti dei collegi sindacali, per i sindaci unici e per i revisori legali, il nuovo quadro normativo rappresenta un ampliamento sostanziale delle responsabilità, che non può essere interpretato come un mero adempimento formale.
Il legislatore, muovendo dall’esigenza di assicurare un uso corretto, trasparente e finalizzato delle risorse statali, ha individuato negli organi di controllo interni il fulcro di un nuovo presidio di legalità sostanziale, chiamandoli a verificare non soltanto la corretta rappresentazione contabile dei contributi, ma anche la coerenza tra impiego delle somme e le finalità pubbliche per le quali esse sono state concesse.

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