
Pochi giorni fa si è avuta notizia che il Garante della Privacy ha dato il via libera alla nuova piattaforma software centralizzata - denominata CEREBRO - che verrà utilizzata dai funzionari della Polizia di Stato a supporto delle indagini patrimoniali e finanziarie. Nello specifico, il nuovo sistema, attraverso tecniche informatizzate simili a quelle utilizzate dal redditometro, consentirà agli utilizzatori di individuare beni o cespiti non direttamente ricollegabili ai soggetti indagati e valutare l’eventuale sproporzione tra le disponibilità rilevate e le fonti di reddito dichiarate. La discesa in campo di questo strumento - le cui finalità non hanno ovviamente natura fiscale - si presta comunque ad una serie di considerazioni sulle quali è necessario riflettere con attenzione.

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