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Indagini bancarie e diritti del contribuente: cosa cambia dopo la Corte EDU

di Leonardo Maria Galieni | 20 Marzo 2026
Indagini bancarie e diritti del contribuente: cosa cambia dopo la Corte EDU

Le indagini finanziarie e/o bancarie che dir si voglia, pur non essendo espressamente inquadrate come tipologia d’accertamento, rappresentano senza dubbio uno degli strumenti in cui l’A.F. beneficia di una discrezionalità ampia, varia e a tratti sproporzionata rispetto ai diritti del contribuente. Cionondimeno, pur rimanendo tale, in talune fattispecie la stessa viene delimitata: ed è proprio il caso delle indagini finanziarie estese su conti e rapporti finanziari di soggetti terzi rispetto al contribuente. Difatti, affinché le movimentazioni ivi riscontrate possano essere imputate al contribuente l’Ufficio deve dimostrare mediante una serie di elementi sintomatici - come individuati dalla giurisprudenza più accorta - che il conto terzo sia in realtà nella disponibilità del contribuente. Orbene, con il recente monito della Corte EDU in relazione al diritto al domicilio, l’auspicio è un ripensamento delle procedure e delle modalità di esame dei dati bancari.

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Sintesi elaborata da MySolution IA:
Le indagini finanziarie ex art. 32 D.P.R. 600/1973 danno all'A.F. ampi poteri presuntivi, inclusi conti di terzi, ma richiedono prova del collegamento con il contribuente. La Corte EDU impone maggiori garanzie per la privacy.